Archive for maggio, 2006


Furbacchionerie

Eccomi di nuovo! Dopo oltre una settimana di silenzio forzato (guai al pc) sono ancora qui.

Dall’ultima volta che ho scritto le cose non sono molto migliorate, ma in ogni caso si va avanti…

Piccole soddisfazioni e piccole delusioni si alternano in un’altalena perpetua che alla fine ci lascia stanchi ma mai abbattuti.

Alcuni giorni fa parlavo con un amico a proposito di ciò che ci ferisce di più. Devo essere onesta: mille cose possono ferirmi, ma solo superficialmente, piccoli graffi che la vita ci fa ma che non lasciano segni e presto guariscono, ma c’è una cosa che mi addolora e mi offende in modo quasi irreparabile, ed è ciò che io chiamo la “furbacchioneria”.

Già… “furbacchioneria” e non furbizia, poichè la seconda presuppone un livello di intelligenza quantomento normale mentre la “furbacchionera” prescinde totalmente sia dall’intelligenza che dal buon senso e solo una mera sfida idiota all’intelligenza altrui.

Forse ho un alto concetto di me, o forse no, ma non tollero che si sfidi la mia intelligenza!

Mi fa sorridere che chi non mi conosce davvero pensi che io sia solo ciò che appaio: quanta superficialità! Probabilmente appaio un po’ “naif”, ma solo a chi vuole fermarsi a vedere solo questo, tuttavia in realtà non lo sono affatto. Cerco sempre di essere tollerante e conciliante perchè sostanzialmente odio discutere inutilmente e perchè confido sempre nel buon senso di chi mi sta di fronte, ma devo constatare con una certa amarezza che il buon senso è davvero merce rarissima.

Quanta tristezza!

Il “furbacchione” non capisce nulla, e un po’ come il “Re Travicello” della poesia “tentenna, galleggia e mai dello stagno non pesca sul fondo…” si accontenta delle apparenze e pensa di poter prendere in giro il prossimo solo perchè gli altri sono così educati da non sottolineare la sua congenita idiozia.

Questa categoria di persone mi offende… mi offende il  fatto che qualcuno non abbia il porco coraggio di dirmi in faccia ciò che pensa, mi offende la presunzione, mi offende quel modo mellifluo e viscido di dire e non dire, di far comprendere senza mai esporsi, in modo da non poter mai essere affrontati a viso aperto. Che squallore!!!

Devo però dire che a furia di incontrare furbacchioni forse ho compreso parte del perchè di questi comportamenti. Da premettere che non ho l’abitudine di porre limiti o condizioni alla mia amicizia: Tutti siamo diversi e siamo assolutamente “belli” come siamo, purchè davvero siamo ciò che siamo, e questa è l’unica condizione alla mia amicizia (ma su questo ho già scritto). Concepisco l’amicizia come un rapporto talmente privilegiato da essere al di sopra persino delle divergenze di vedute: Esseri liberi che liberamente scelgono di fare la strada insieme, legati da un’empatia che supera ogni differenza, liberi di stare o andare, liberi di parlare o tacere (i silenzi tra amici sono comunque confortevoli e senza disagi), completamente indipendenti eppure nello stesso tempo come una sola persona…

Ma la maggior parte delle persone non sopporta questo genere di relazione, forse sembra improbabile che davvero si possa essere così, e poi è talmente tanta l’abitudine ad essere “furbetti” che alla fine per molti è una seconda natura. E qui si diventa “furbacchioni”… Non si capisce che non c’è necessità di giustificazioni o di “paraventi” vari, io non ne ho mai chiesto, la sola cosa che chiedo è la chiarezza. Molto meglio un “non ho voglia di parlare con te stasera” o un “ho altro da fare” che trovarsi di fronte una persona che cerca mentendo di dare giustificazioni patetiche ad un appuntamento mancato. Questo è offensivo oltre che tristissimo.

Ma in ogni caso devo ringraziare anche questa categoria di persone perchè in un modo o nell’altro mi hanno aiutato a volare un po’ più in alto. Quindi grazie a tutti coloro che con le loro “furbacchionerie” mi hanno permesso di imparare qualcosa in più sul genere umano. Ma un grazie particolare va a te amica mia (amica??) che con il tuo comportamento mi hai confermato che i furbacchioni sono sempre dietro l’angolo.

Giornate storte

Giornata orribile… capita, mi dico, ma non serve a farmi sentire meglio. Già, capita… “concediti una giornata storta ogni tanto” mi ripeteva un caro amico. Bene, me la concedo, ma questo non migliora le cose.

E poi che significa “ogni tanto”? Una giornata storta alla settimana? Una al mese? Una ogni quindici giorni?… Quale dev’essere la frequenza con cui ci si può concedere una brutta giornata?…

E quando le brutte giornate si susseguono?

Non lo so… e a volte mi sento così stanca e stupida nel farmi di queste domande…

La mia è stata una pessima settimana, fatta da una sequenza di giornate storte…

All’inizio della settimana qualche guaio col pc, e questo è normale ( lo sanno quanti usano WinXP), un piccolo “crash” risolvibile con poco… poi il “crash” si ripete, schermata blu e impossibile riavviare… Va bene, mi dico, un po’ di pazienza e risolvo tutto… e così è stato (almeno in apparenza), a parte un banco di ram bruciato, il resto ha ripreso a funzionare. Un giorno di tranquillità e poi un incidente al lavoro mi lascia con una mano rotta… a parte il dolore è assolutamente sconfortante pensare che dovrò tenere la mano “ingabbiata” per almeno 30 giorni… il fatto è che con l’altra mano non riesco a fare assolutamente nulla: impossibile scrivere, difficilissimo lavarsi, assolutamente improbabile cucinare… saranno 30 giorni lunghissimi!

E va bene… anche questa non è certo una tragedia!

Giusto, maledettamente giusto anche questo!

Un altro giorno di tregua e poi il pc ricomincia a fare i capricci: si blocca, schermata blu… morto! Escluso un problema di software mi armo di santa pazienza e una sola mano lo smonto… risultato: ram completamente andata… diagnosi: probabile scheda madre morta!

Bene… anche questa è una cosa che si mette a posto…

Raschio il fondo del barile dell’ottimismo e rimonto il pc e aspetto che arrivi la scheda nuova… non c’è altro da fare.

Arriviamo a sabato… giornata tranquilla tutto sommato, o almeno così appariva, a parte la mano che ha ricominciato a fare un male cane, verso l’ora di pranzo il cellulare squilla: un’amica che non sentivo da un po’… tutta felice rispondo e dall’altra parte subito mi rendo conto che c’è qualcosa che non va… insomma facciamola breve: la mia amica mi chiamava per farmi sapere che un caro amico comune era morto… 35 anni, un infarto pare… Mi sono sentita gelare…

Se a tutto questo aggiungiamo le mille altre piccole grandi cose di ogni giorno… beh tirate voi le conclusioni…

Insomma questa è stata la mia splendida settimana… qualcuno si vuole stupire se oggi ho solo voglia di urlare?

Fragili

Noi siamo essenza di sabbia

e rubiamo all’aria il nostro vivere.

Basta una piuma,

una goccia di pioggia,

un granello di sale

a frantumarci le ossa.

Siamo essenza di sogno,

illusione di vita,

nuvole vaghe nel cielo

che un alito di vento leggero

o un raggio di sole

possono cancellare.

Siamo fragili, eppure straordinariamente forti… e non scopriamo la nostra forza o la nostra fragilità fino a quando nella nostra vita non succede qualcosa che ci mette alla prova. E allora ci possiamo stupire di noi stessi… Anche questo è un dono! E cosa ci può essere di più importante dell’ imparare a conoscere noi stessi, magari con un pizzico di meraviglia… Conoscersi per volersi bene, accettandosi esattamente per ciò che si è ma non fossilizzandosi solo a ciò che si è, guardando avanti pronti a crescere e a migliorare, pronti ad imparare le lezioni che la vita ci vorrà insegnare… Non è sempre facile, a volte le lezioni sono dure, ma vale la pena di imparare anche tra le lacrime, vale sempre la pena!

Io ho imparato molte cose in questi anni ed ho imparato che la vita è una faccenda talmente seria da non poter essere affrontata con troppa serietà, ho imparato a cercare il lato buono delle cose (a volte anche terribili) che mi sono accadute, ho imparato a ridere di me e a trovare l’aspetto comico delle situazioni. Ho imparato ad affrontare il mio viaggio con un sorriso e questo ha alleggerito la stanchezza dei giorni grigi…

Sono fragile è vero, ma questo non mi fermerà dall’andare avanti testardamente curiosa fino al mio ultimo fiato…

Un’ottima ricetta

Ho “pescato” questa ricetta in rete e mi piace condividerla con voi.

Provatela e poi mi farete sapere.

LA RICETTA DELL’ AMORE

Ingredienti:

5 Kg. di Affetto

1 Tazza di Collaborazione

4 Cucchiai di Responsabilità

1 Litro di Fantasia

1 Scatola di Felicità

10 Kg. di Amicizia

1 Pizzico di Umorismo

Preparazione:

Prendere una terrina e versarvi mezza scatola di Felicità e i 5 kg di Affetto.

Aggiungere, un poco alla volta, 1 Litro di Fantasia stando bene attenti che non si formino “grumi”, soprattutto all’inizio.

Aggiungere la Tazza di collaborazione, amalgamarla bene con i 4 cucchiai di Responsabilità.

Mescolare bene l’insieme ed aggiungere i 10 kg. di Amicizia.

Cospargere il tutto con la restante Felicità.

Un tocco finale: insaporire il composto con un pizzico di Umorismo.

Versare quindi il tutto in una teglia dal diametro immenso e mettere in forno a 1000′ gradi.

Il preparato è da gustarsi in compagnia accompagnato da un bicchierino di comprensione e una tazzina di dolcezza.

Contrasti e perfezione

Il Tempo scorre e ci sfugge come acqua tra le mani, impossibile da trattenere o arrestare in qualche modo, e non ce ne rendiamo quasi conto mentre siamo presi dalle cento cose di ogni giorno, assorbiti dai nostri impegni o dal lavoro, quasi non ci facciamo caso fino a che per un motivo qualsiasi non capita che ci fermiamo, o non veniamo fermati come è successo a me.

E allora il tempo sembra fermarsi e dilatarsi, e ci offre l’occasione e la possibilità di guardarci dentro e talvolta di guardare indietro,  e ci offre l’opportunità di riflettere… anche sul tempo già passato.

Non so davvero che effetto faccia agli altri ma quando capita a me di guardarmi indietro non posso fare altro che stupirmi di come sia volato il tempo della mia vita, e sembra ieri che con il mio grembiulino bianco giocavo nel giardino del collegio…

Quanto tempo è passato!… Quanta vita ho vissuto!….

Momenti buoni e momenti pessimi, occasioni colte e occasioni mancate… a volte qualche rimpianto ma davvero pochi rimorsi. Sì, perchè non sono una tipa da rimorsi,  preferisco un rimpianto per qualcosa che ho lasciato sfuggire piuttosto che un rimorso per aver causato del male, ma in ogni caso non rimpiango nulla di ciò che è stato perchè tutto (ogni singolo istante) ma proprio tutto, ha fatto di me ciò che sono. Ben lontana dal sentirmi perfetta o completamente soddisfatta di me stessa, con tutte le mie contraddizioni e i miei forse, probabilmente ho ancora più domande che risposte e non pretendo di averne poichè in fondo il bello della vita sta proprio nella ricerca stessa delle risposte alle nostre domande più che nelle risposte stesse, curiosa di vedere sempre un nuovo giorno ma non solo spettatrice, un po’ spaventata del tempo che passa e non per il timore d’invecchiare fisicamente (è fisiologico ed inevitabile) ma per la sgradevole sensazione che non riuscirò a fare ne’ a vedere tutto quello che vorrei fare e vedere.

Sì… contraddizioni, contrari che coesistono probabilmente in ognuno di noi: a volte forte e determinata come un eroe guerriero della mitologia greca, e a volte fragile come un piccolo germoglio fuori stagione, ma questa sono io! E non ho paura delle contraddizioni, è la natura stessa che c’insegna che i contrari possono formare un’armoniosa perfezione. Pensate al diamante: splendido e perfetto, prezioso e raro, eppure frutto di uno degli elementi più comuni e banali come il carbonio (che curiosamente è anche alla base della nostra stessa vita biologica). Una perfezione piena di contraddizioni: al vertice della scala della durezza dei minerali, eppure proprio la sua durezza estrema è anche il suo punto debole ed è causa della sua estrema fragilità…

Ogni medaglia ha il suo rovescio e anche noi siamo fatti di bene e male, bianco e nero, forza e debolezza… i contrasti esistono in ognuno di noi che ci piaccia o no. Io non credo molto alle persone “tutte d’un pezzo”… chi si affanna a vivere solo in caccia della propria presunta “coerenza” manca di spessore: è come una bella fotografia… forse l’immagine che vediamo è affascinante ma manca di “spessore”. Sono proprio gli aspetti contrastanti della nostra personalità a renderci particolari e unici.

Potremo negare e soffocare l’altra parte di noi, mostrarci sempre perfetti e granitici nella coerenza della nostra immagine, ma saremo solo la metà di ciò che siamo realmente…