Una nuova alba schiarisce il cielo ad est e questo nuovo giorno mi trova ancora qui accoccolata sulla mia poltrona, rannicchiata come un gatto, dopo una notte insonne. Spengo l’ennesima sigaretta e torno ad abbracciarmi le gambe poggiando il mento sulla ginocchia. Ora la testa è vuota e leggera dopo l’inevitabile nervosismo che coglie quando si realizza che non si riesce a dormire e ci si rassegna a lasciare che il tempo passi. Da una parte odio profondamente questa sensazione di vuoto, ma dall’altra mi ci abbandono lasciando che luci, rumori, e odori del mondo che torna a svegliarsi mi cullino.

Il chiarore del cielo si allarga rapidamente e la luce livida e tagliente del mattino comincia a ridefinire in modo un po’ impietoso i colori e i contorni di ogni cosa.

Un altro giorno comincia e mi trova già stanca, quasi svuotata, prima ancora che inizi la routine quotidiana…

Difficile anche articolare dei pensieri coerenti dopo una notte passata nel nulla del sonno mancato, e io odio questa incapacità di portare avanti un pensiero, di seguire un’idea.

Con l’arrivare del giorno anche le idee negative che mi hanno accompagnato durante la notte svaniscono, o per lo meno perdono la loro concretezza e si mescolano a mille altri pensieri inseguendosi inutili e inconsistenti come bolle di sapone.

Anche io mi sento come una bolla di sapone stamattina: vuota, incosistente, precaria, inutile… e non mi piace sentirmi così!

Voglio essere concreta! Concreta ma non pesante, solo nella leggerezza voglio somigliare alle bolle di sapone. Non voglio essere notata, ma voglio essere presente con una leggerezza quasi invisibile, arrivare e poi andare via in punta di piedi, essere come una brezza che accarezza i capelli senza portare scompiglio.

Invece forse non sono nulla di ciò che vorrei essere, forse non so giudicare le persone nel modo giusto, forse sono una stupida (cosa di cui mi permetto di dubitare)  o forse sono solo una persona che si fida, una persona che da sempre un’altra possibilità…

Ma in fondo non sono così “buona” come appaio: a volte basta una parola sbagliata, uno sguardo storto, una frase che mi suona fasulla, per far affiorare il peggio di me, quasi fossi un’altra persona. In quel momento la mia fragilità si trasforma in una forza illimitata, e con un’ironia tagliente ed offensiva travolgo tutto ciò che mi sta davanti con la furia cieca di un uragano.

E quando questo non è possibile perchè l’oggetto della mia furia è irraggiungibile resto furiosa… furiosa con me stessa principalmente, e a volte capita che il sonno mi sfugga. Così il mattino dopo mi trova sfinita, ma non tanto per il sonno mancato, quanto per la frustrazione di non esser riuscita a sfogare la mia rabbia.

Curioso come la prima luce del mattino ci faccia vedere tutto un po’ più chiaramente, esattamente per ciò che è, senza la dolcezza delle sfumature della notte e senza il calore della luce piena del giorno. Tutto appare meno bello di come lo vediamo durante il giorno, tranne forse una cosa… Vi è mai capitato di svegliarvi all’alba accanto alla persona che amate (mi auguro che almeno voi ne abbiate una) ed osservarla nel sonno in questa luce ancora incerta? Beh questa è l’unica cosa che appare ugualmente meravigliosa, nonostante la posa scomposta e la luce un po’ crudele… L’alba non consente artifizi… si è ciò che si è e si appare esattamente per ciò che si è. Per questo amo questi istanti, è impossibile mentire e tutta la realtà delle cose ci appare nella sua splendida crudezza.

Credo che qualche volta valga la pena di aspettare l’alba…

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