Archive for settembre, 2006


Ora che non ci sei

Eccomi qui a scriverti come promesso, o almeno a tentare di farlo inciampando sulle parole che a voce non so dire, ma sono comunque qui e correrò il rischio di aggrovigliarmi tra pensieri ed emozioni provando a superare la mia timidezza per dirti quanto sei importante per me. Forse sarebbe più semplice scrivere un “Ti amo” accompagnato da una qualche bella frase da cioccolatino, ma tu sai che io non scelgo mai le vie più semplici. E tuttavia, ecco, l’ho detto: ti amo, e un poco riesco ad arrossire di queste parole anche se sono sola qui davanti a questo foglio. Pudore delle parole che esprimono sentimenti, questa è la mia malattia, forse paura più che pudore, ma ora l’ho detto! Sì, ti amo… e non so quando è cominciato, ma so che l’ho nascosto anche a me stessa per molto tempo, temendo che i sentimenti potessero rovinare la nostra amicizia, ma ora che l’ho detto sono libera e le parole cominciano ad accalcarsi disordinate nella mia mente, parole a lungo trattenute e censurate, parole che sono rimaste prigioniere dei ragionamenti razionali, parole che avrei voluto dirti un milione di volte, parole che comunque so che tu hai letto nei miei occhi ma che le mia labbra non hanno mai saputo pronunciare, parole che ora scrivo e che mi fanno sentire un pochino più vicina a te, che sei così lontano in questo momento.
Mi manchi, lo sai, mi manca la tua presenza e il tuo sorriso, e sapere che questa lontananza non sarà breve mi fa male, anche se so che in qualche modo tu sei sempre con me perchè ti sento e ti ritrovo in ogni particolare delle mie giornate, ti ritrovo nel profumo sui miei abiti, ti ritrovo apparire nei miei pensieri e nei piccoli gesti di ogni giorno. Sì, sei qui, anche se in questo momento sei dall’altra parte dell’oceano, ed io vorrei che tu fossi qui per poter sussurrare il mio amore al tuo orecchio, stretta a te, abbandonata nel tuo abbraccio; vorrei appoggiare la testa sul tuo petto e lasciarmi cullare dal ritmo del tuo cuore e inebriarmi del profumo della tua pelle… No, non è solo desiderio carnale di te, è un bisogno più profondo dell’anima. Ho bisogno di te come un fiore ha bisogno del sole per crescere, e come un’aquila ha bisogno del cielo per poter volare… sì, tu mi fai volare! Ricordi la storia di Peter Pan? Per volare ci vuole un po’ di polvere di fata ma anche un pensiero felice… Nelle mie tasche c’era ancora tanta polvere di fata ma non potevo più volare perchè non avevo un solo pensiero felice… poi sei arrivato tu, ed io ho ricominciato a volare: tu sei il mio pensiero felice!
Infantile vero?! Probabilmente sì, così verrebbe giudicato il mio esprimermi dalle persone “mature” e tutte d’un pezzo, ma sai che c’è di nuovo? Non m’importa nulla! Siamo tutti un po’ bimbi davanti ad un sentimento come l’amore, solo che alcuni preferiscono continuare a fare gli “adulti” e io invece non temo più di apparire per ciò che sento. Questo sentimento mi fa tornare un po’ bambina, un po’ ragazzina, mi fa riscoprire emozioni quasi dimenticate. Mi sorprendo di sentire ancora le “farfalle” nello stomaco, come una ragazzina al primo appuntamento, ed è bellissima questa sensazione di attesa ed emozione che riesci a suscitare in me. Sei arrivato nella mia vita in una giornata fredda di dicembre, e il freddo non era solo fuori dai vetri, era sopratutto nel mio cuore: non speravo più in nulla, ero consapevole solo del fatto che per me non c’era più nulla di buono, solo il grigiore di un’esistenza triste… Poi sei arrivato tu e, non so come, hai riacceso in me la voglia di andare avanti, la curiosità per la vita, e poco alla volta i sentimenti. Ci siamo detti moltissime cose in questi mesi ma non avevo avuto mai il coraggio di guardare in faccia ciò che sento, ma ora l’ho detto e vorrei ripeterlo all’infinito: Ti amo
E resto qui con i miei grovigli di parole, immersa nel silenzio della tua assenza, a lasciarmi cullare l’anima dal pensiero di te, gustando ogni istante delle emozioni che mi regali. Emozioni che mi avvolgono come una calda coperta in una fredda sera d’inverno e che non so esprimere con le parole. E’ così facile dire “Ti amo” ed è invece così difficile scriverlo… ma ci ho provato e, qualunque sia il risultato, io ho già vinto: ho vinto la mia paura dei sentimenti e delle parole. Tra poco andrò a letto e il pensiero di te mi accompagnerà, tu sarai lì con me ed io ripeterò a me stessa: sì, ti amo.

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Pensieri

Pensieri ed emozioni che come farfalle leggerissime volteggiano intorno a me… come spirali di fumo a volte aleggiano nell’aria e mentre li osservi svaniscono: inafferrabili, imprendibili, vaghi ed inconsistenti, lasciando solo un ricordo effimero del loro passaggio. Altre volte le idee e le emozioni si condensano e riescono a fluire gocciolando nell’inchiostro della mia penna ad imbrattare i miei fogli (virtuali e non). Povere parole che vorrei ma non so usare, povere parole che cerco di ridurre in schiavitù per esprimere la mia anima, povere parole che cerco di incatenare al foglio ma che così spesso mi trasportano via… Più spesso di quanto vorrei infatti sono loro a condurre me e non io loro. Io posso solo cominciare un discorso, ma poi loro hanno una vita propria e lungo la via mi conducono lontano ammaliandomi con la loro musica.

Parole e pensieri che si intrecciano con le emozioni e che non riesco a trattenere, e si accalcano sulla punta delle mie dita mentre corrono veloci sulla tastiera a comporre immagini fatte di nulla. Emozioni, sentimenti, scivolano fuori dall’anima e le mie parole non sanno catturarne che l’essenza… impossibile forse riuscire a imprigionare la loro totalità.

Emozioni che come uno specchio riflettono ciò che sono, e proprio come l’immagine dello specchio sono mutevoli ed effimere… Non si può parlare di emozione poichè ogni emozione ne suscita altre, proprio come le piccole onde di un sasso gettato nell’acqua, e come queste onde anche loro si inseguono e si allargano sulla superfice dell’anima… si allargano come un arcobaleno e colorano tutto intorno di luce brillante, o altre volte  portano il buio vellutato della notte scura nel nostro cuore.

Come si può descrivere un’emozione? Non lo so… Ma so che spesso le parole stesse sono emozioni, basta ascoltare non solo il loro mero significato ma coglierne la melodia. La bellezza di una partitura musicale non sta solo nelle note, ma nella loro combinazione che ne determina l’armonia, nell’espressione dell’esecuzione, nel tocco dell’esecutore che mette in ciò che suona anche un poco della sua stessa anima… questa combinazione riesce a suscitare emozioni. Così è delle parole, se ci fermiamo al solo loro significato linguistico perdiamo molto.

Nelle parole c’è molto più di una facile o difficile descrizione di un qualcosa, dietro le parole ci sono persone, c’è la vita, ci sono sentimenti ed emozioni, e se ci riflettiamo un istante ci accorgiamo che quel determinato racconto, o quella determinata storia, o nel caso dei blog dovrei dire quel determinato post, ci ha colpito e ci è piaciuto proprio perchè siamo riusciti a intravedere oltre le parole anche solo un lontano riflesso dell’anima di colui che ha scritto.

E per scrivere in modo che gli altri riescano a scorgere qualcosa di noi non è necessario essere dei letterati, non serve essere dei nobel per la letteratura, quello che serve è scrivere col cuore.

E allora eccomi qui, ancora qui… qui a scrivere, a imbrattare queste pagine di parole, a lasciare che i miei pensieri arruffati si inseguano e si rincorrano senza un ordine che possa definirsi tale. Eccomi ad ubriacarvi di parole, e a sperare che sia una sbornia gradevole…

Buon vento!

Giornata perfetta! Un temporale incredibile si è scatenato sulla città e lava via i residui dell’estate lasciando così pochi rimpianti a chi, come me, con oggi ha definitivamente finito le ferie… Sì, perchè anche se le belle giornate torneranno (e torneranno di certo) con questo temporale l’estate è davvero finita, e anche se continueremo ad andare al mare non sarà la stessa cosa. Ogni anno più o meno in questo periodo arriva questa specie di tempesta a chiudere la stagione (almeno per noi residenti) ed il mare cambia leggermente il suo colore, perdendo le tonalità brillanti dell’estate ed assumendo un colore un poco più scuro, quasi volesse mettersi a riposo dopo aver sopportato gli “abusi” estivi degli esseri umani. Un poco più malinconico, ma non certo con meno fascino per chi lo ama, anzi… questo mare che non attrae più le frotte di turisti e bagnanti e “marinai della bella stagione”, ha di certo un fascino ancora più forte ora che il baccanale estivo si è esaurito. Il fascino del silenzio e della libertà che ispira con i suoi spazi deserti, il fascino degli incontri con i delfini che non più infastiditi dal caos tra poco torneranno ad accompagnare le poche barche che solcheranno il golfo.

Non so se si è capito che il mare, e il navigare sono due delle mie passioni più grandi

Il mio sogno nel cassetto è quello di poter prendere la barca e vagabondare per i mari tutto l’anno, in cerca di posti nuovi, all’inseguimento dell’estate (ma non quella caciarona delle spiagge d’agosto) in posti tranquilli… Forse un giorno partirò davvero, o forse no… ma è bello poter almeno accarezzare questo sogno, ed ogni tanto concedermi un assaggio di questa vita che sogno andando fuori a vela per qualche giorno. Non so quanti di voi hanno mai provato a fare una vacanza in barca, anche solo un fine settimana, ma vi assicuro che  è bellissimo, o almeno per me lo è

Non c’è nulla che si possa paragonare alle sensazioni che regala lo scivolare in quasi totale silenzio sull’acqua, solo il leggerissimo sussurro del vento sulle vele e lo sciabordio dell’acqua contro lo scafo… Ma io amo anche le giornate ventose, quando si viaggia abbastanza veloci, con la barca sbandata e magari la falchetta in acqua… Il vento è sempre è comunque il padrone, ma è anche un amico (di umore mutevole per la verità) che gioca tra le sartie e tende le vele facendoti volare sull’acqua… Non so descrivere come ci si sente, non so usare le parole come vorrei, ma è una sensazione di completa libertà e di completa dipendenza nello stesso tempo: ti senti libero perchè hai la sensazione di diventare una cosa sola con gli elementi che ti circondano, e ne sei consciamente dipendente perchè sai bene che questi elementi sono infinitamente più forti di te e non si lasciano dominare ma solo si compiacciono di giocare con te e regalarti questi momenti di gioia.

Posso solo consigliarvi di provare almeno una volta, e credo che pochi non resteranno “stregati” da questa eseprienza.

Ecco… ora vorrei poter lascaire il porto, nel silenzio della sera… Ma mi accontento (per ora) di restare a guardare questo tramonto nel cielo che si è aperto dopo l’acquazzone.

Buon vento a voi!

Io cerco…

Io cerco il paradiso

dove si cammina a piedi scalzi,

dove esiste l’eterno tramonto

e l’eterna luna…

Cerco un angolo di cielo,

o di terra,

dove la vita è sogno

e il sogno è la vita,

e dove la fantasia dipinge

infiniti arcobaleni di luce…

Ridiamoci su

Così, tanto per sorridere, ecco una serie di definizioni tratte non proprio dallo Zanichelli, ma che forse sono più aderenti alla realtà…

AMICO:

dicesi della persona di sesso maschile in possesso di quel “certo non so che” che cancella qualsiasi velleità di andare a letto con lui.

AMICA:

dicesi della persona di sesso femminile in possesso di quel “certo non so che” che ti fa venire una voglia pazzesca di andare a letto con lei.

ARCHITETTO:

dicesi di un tipo che non e` sufficientemente macho per essere ingegnere; ne` abbastanza fxxxxxxxo per essere stilista.

AUTORITA`:

colui che arriva dopo la battaglia e prende a calci i feriti.

BALLARE:

e` la frustrazione verticale di un desiderio orizzontale.

BANCHIERE:

e` un tipo che ti presta l`ombrello quando c`e` un sole splendente e lo reclama quando inizia a piovere.

CONSULENTE:

e` uno che ti prende l`orologio dal polso, ti dice l`ora e si fa pagare la prestazione.

DIPLOMATICO:

e` chi ti dice di andare a fare in culo in modo tale che non vedi l`ora di iniziare il viaggio.

ECONOMISTA:

e` un esperto che sapra` domani perche` cio` che ha predetto ieri non e` successo oggi.

ETERNITA`:

lasso di tempo che trascorre da quando hai finito a quando l`hai riaccompagnata a casa.

FACILE:

dicesi della donna che ha la moralita` sessuale di un uomo.

HARDWARE:

parte del computer che riceve i colpi quando si pianta il software.

INDIFFERENZA:

atteggiamento assunto da una donna nei confronti di un uomo che non le interessa, interpretato dall`uomo come “sta facendo la difficile”.

INFLAZIONE:

e` dover vivere pagando i prezzi dell`anno prossimo con lo stipendio dell`anno scorso.

INTELLETTUALE:

individuo capace di pensare per piu` di due ore a qualcosa che non sia il sesso.

LAVORO DI SQUADRA:

possibilita` di addossare la colpa agli altri.

LINGUA:

organo sessuale che certi degenerati usano per parlare.

MAL DI TESTA:

anticoncezionale piu` usato dalla donna degli anni 90.

MONOGAMO:

poligamo represso.

NANOSECONDO:

frazione di tempo che trascorre tra l`accendersi della luce verde del semaforo e il suono del clacson dell`automobile dietro a noi.

NINFOMANE:

termine con il quale un uomo definisce una donna che ha voglia di fare sesso piu` spesso di lui.

PESSIMISTA:

ottimista con esperienza.

(questa è la mia)

PROGRAMMATORE:

e` colui che ti risolve in modo incomprensibile un problema che non sapevi di avere.

PSICOLOGO:

e` colui che guarda tutti gli altri quando una bella donna entra nella stanza.

Buon Fine settimana!!!

Buona domenica?

Per me non lo sarà di certo. Dopo l’ennesima notte insonne mi ritrovo ad affrontare una giornata che non vorrei fosse mai cominciata, con un mal di testa che non mi abbandona e mille cose da fare e senza nessuna voglia nemmeno di muoversi.

Sarà una giornata lunga, molto più della notte passata come al solito accucciata sulla mia poltrona. Sarà una giornata schifosa, ma una giornata dove comunque dovrò sorridere ed essere “gentile” mentre avrei solo voglia di mettermi ad urlare senza smettere più… Forse uno di questi giorni lo farò, o forse finalmente imparerò a smettere di prendere la vita così sul serio, forse…

Buona domenica almeno a voi