Archive for ottobre, 2006


Ho trovato questa cosa in rete e l’ho trovata molto carina… quindi la propongo a voi.

A ben pensarci, è difficile credere che siamo vissuti fino ad oggi!!

Da bambini, andavamo in macchina (quelli che avevano la fortuna di averla) senza cinture di sicurezza e senza air bag. E viaggiare nel cassone posteriore di un pickup, in un pomeriggio torrido, era un regalo speciale.

I flaconi dei medicinali non avevano delle chiusure particolari.

Si beveva l’acqua dalla canna del giardino, non da una bottiglietta con il tappo apri/chiudi. Che orrore!!

Andavamo in bicicletta senza usare un casco, a velocità smodate per i tempi.

Passavamo dei pomeriggi a costruirci i nostri “carri giocattolo”. Ci lanciavamo dalle discese e dimenticavamo di non avere i freni fino a quando non ci sfracellavamo contro un albero o un marciapiede. E dopo numerosi incidenti, imparavamo a risolvere il problema…. noi da soli!!!Uscivamo da casa al mattino e giocavamo tutto il giorno; i nostri genitori non sapevano esattamente dove fossimo, nonostante ciò sapevano che non eravamo in pericolo. Non esistevano i cellulari. Incredibile!!

Ci procuravamo delle abrasioni, ci rompevamo le ossa o i denti… e non c’erano mai denunce, erano soltanto incidenti: nessuno ne aveva la colpa.

Ti ricordi degli incidenti?

Avevamo delle liti, a volte dei lividi. E anche se ci facevano male e a volte piangevamo, passavano presto; la maggior parte delle volte senza che i nostri genitori lo sapessero mai.

Mangiavamo dei dolci, del pane con moltissimo burro e bevande piene di zucchero… ma nessuno di noi era obeso. Ci dividevamo una Fanta con altri 4 amici, dalla stessa bottiglia, e nessuno mai morì a causa dei germi.

Non avevamo la Playstation, nè il Nintendo, nè dei videogiochi. Nè la TV via cavo, nè le videocassette, nè il PC, nè internet; avevamo semplicemente degli amici. Uscivamo da casa e li trovavamo. Andavamo, in bici o a piedi, a casa loro, suonavamo al campanello o entravamo e parlavamo con loro. Figurati: senza chiedere il permesso! Da soli! Nel mondo freddo e crudele!

Senza controllo! Come siamo sopravissuti?! Ci inventavamo dei giochi con dei bastoni e dei sassi.

Giocavamo con dei vermi e altri animaletti e, malgrado le avvertenze dei genitori, nessuno tolse un occhio ad un altro con un ramo e i nostri stomaci non si riempirono di vermi.

Alcuni studenti non erano intelligenti come gli altri e dovevano rifare la seconda elementare. Che orrore!!! Non si cambiavano i voti, per nessun motivo.

I peggiori problemi a scuola erano i ritardi o se qualcuno masticava una cicca in classe.

Le nostre iniziative erano nostre. E le conseguenze, pure. Nessuno si nascondeva dietro a un altro. L’idea che i nostri genitori ci avrebbero difeso se trasgredivamo ad una legge non ci sfiorava; loro erano sempre dalla parte della legge.

Se ti comportavi male i tuoi genitori ti mettevano in castigo e nessuno li metteva in galera per questo.

Sapevamo che quando i genitori dicevano “NO”, significava proprio NO.

I giocattoli nuovi li ricevevamo per il compleanno e a Natale, non ogni volta che si andava al supermercato. I nostri genitori ci facevano dei regali con amore, non per sensi di colpa.

E le nostre vite non sono state rovinate perché non ci diedero tutto ciò che volevamo.

Questa generazione ha prodotto molti inventori, amanti del rischio e ottimi risolutori di problemi.

Negli ultimi 50 anni c’è stata un’esplosione di innovazioni e nuove idee.

Avevamo libertà, insuccessi, successi e responsabilità, e abbiamo imparato a gestirli.

Tu sei uno di loro? Complimenti!!!

E dopo avere letto tutto questo che ti viene in mente di dire? Ma come abbiamo fatto a diventare grandi?

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Sogno e follia

Resto davanti al foglio bianco

poggiandovi leggera la mano

a sentire il morbido tocco del silenzio

L’inchiostro sulla carta è come sangue sulle mie mani

ma sto scrivendo.

Chi mi farà tacere?

Chi censurerà la mia favola?

Chi zittirà il mio canto?

Chi soffocherà la mia gioia?

E chi strapperà la mia lingua

per togliermi le parole?

Gente assennata vuole imbavagliare i miei sogni

come riuscirò a fargli vedere la bellezza della mia follia?

Un dolore sottile attraversa la mia anima

e le parole bruciano nella mia mente

mentre la mia penna filtra le idee

disegnando arabeschi incomprensibili

ai miei occhi pieni di lacrime.

Abbracciami ora

e io mi abbandonerò in te

senza più lacrime

lascerò i miei fogli al vento della vita

e riposerò sul tuo cuore.

Stringimi forte

e non lasciarmi andare più

e i colori torneranno nel mio cielo

in una nuova alba di luce

e io tornerò a sorridere.

Abbracciami, ti prego,

e lascia che io mi perda

senza più parole

senza più bisogno di combattere

senza dolore

nella pazzia del mio sogno.