Archive for luglio, 2007


Il gatto e la volpe?

    E’ di un paio di giorni fa la notizia di un parlamentare “beccato” in un famoso Hotel della capitale in compagnia di due squillo. Poco stupore per una notizia del genere poichè un malcostume molto “latino” e ben radicato fa sorridere, più o meno bonariamente, gli italiani di queste “scappatelle”, e credo che questa notizia avrebbe fatto poco o nessuno scalpore se non fosse per il fatto che una delle due signorine in questione è stata ricoverata per abuso di stupefacenti. Sesso e cocaina, un binomio molto di moda negli ambienti “bene” non solo della capitale… Ma probabilemnte anche questa notizia sarebbe stata destinata a “sgonfiarsi” nel giro di pochi giorni se non fosse per “l’illuminata” dichiarazione del segretario dell’Udc Lorenzo Cesa… Ma permettetemi la mia piccola “cronaca”. Stamattina ero al bar e mentre aspettavo il caffè sfogliavo senza troppo interesse il quoidiano locale leggiuchiando i titoli delle notizie principali. Solite cose, solite diatribe e tira e molla della politica regionale e di quella nazionale, notizie che ormai si inseguono ripetendo all’infinito il solito balletto di sì e no, di forse e ma, dichairazioni e contro-dichiarazioni… insomma il solito scontato bla bla bla a cui ci siamo, nostro malgrado, abituati. Ed ecco che cominciando a sorseggiare il mio beneamato caffè stavo per chiudere il giornale, quando mi salta agli occhi un titolo che riprendeva il “caso Mele” e recitava pressappoco così “Cesa: la solitudine è una cosa molto seria…al parlamentare bisognerebbe dare di piu’ e consentire il ricongiungimento familiare”. Inutile dire che ho rischiato di strozzarmi col caffè!!… SOLITUDINE??? DARE DI PIU’??? E’ uno scherzo, penso… nessuno con un filo di buon senso e una primordiale scintilla di intelligenza potrebbe fare una dichiarazione del genere! Sì, decisamente deve essere una dichiarazione confezionata ad arte per fare dell’ironia di pessimo gusto! Poggio la tazzina (tanto ormai il caffè non sarei riuscita a berlo) e leggo l’articolo. Ad ogni riga sento l’iniziale sconcerto tramutarsi in rabbia, una rabbia feroce contro chi già assurdamente privilegiato osa ventilare la necessità di ulteriori privilegi per lenire la presunta solitudine dei poveri colleghi “onorevoli” che altrimenti sembrano quasi giustificati ad appartarsi in “festini” (con le lacrime agli occhi ovviamente) a base di sesso e cocaina… Santa pace!!! Ma certe persone riescono ad avere  un minimo senso della dignità e della misura??? Evidentemente no! Proprio in questi giorni si dibatte in parlamento per l’abbattimento dei costi della politica, e il signor onorevole Cesa se ne viene fuori con una battuta di questa fatta??? Dichiarazione più che “stupefacente” (l’aggettivo è casuale e senza doppi sensi) in un Paese che rischia la bancarotta proprio a causa dei costi assurdi della propria classe politica… Non starò certo qui a disquisire su quali e quanti privilegi abbiano i “poveri” onorevoli, già altri ben più titolati di me hanno pubblicato un esauriente ricerca ( La casta – Rizzo e Stella – Ed. Rizzoli) da cui emergono dati scandalosi e veramente allucinanti su come i nostri soldi vengano fagocitati per mantenere in piedi quella che ormai può essere definita una brutta copia della corte di Versailles prima della rivoluzione francese. No, non mi inoltrerò in questo terreno ma è inevitabile fare almeno qualche piccola riflessione riguardo la SOLITUDINE e lo SCONFORTO… Mi stupisce, in primis, come l’onorevole Cesa sia così preoccupato di alleviare la sofferenza dei poveri onorevoli colleghi e paia dimenticare completamente che anche un povero pensionato (che ha lavorato davvero e molto duramente per 40 anni) soffre di solitudine… ma con i suoi 450 euro mensili di pensione, che gli consentono un solo pasto completo al giorno (ma si sa, a una certa età fa male mangiare troppo), dopo aver pagato l’affitto, aver fatto le mille code umilianti ai mille sportelli della nostra burocrazia per le centinaia di adempimenti a cui deve sottostare, essersi trascinato in giro per la città per fare una piccola spesa nel negozio dove forse riesce a risparmiare 20 centesimi, e senza considerare che tutti questi benefici gli vengono dopo una vita in cui ha avuto ben pochi giorni di riposo, beh anche quel pensionato a volte si sente solo… Ma, guarda caso, non mi è mai parso di leggere su nessuna testata di qualche pensionato beccato all’Hotel Flora con due squillo di lusso strafatte di coca, per lenire la sua solitudine. Eppure la solitudine è solitudine…  Però curiosamente il pensionato si deve accontentare di fare una passeggiata ai giardini (arrivandoci senza usare auto blu) portare le briciolette ai piccioni, coccolare un gattino,fare quattro chiacchere con altri fortunati come lui, magari una partitina a carte e un bicchiere di rosso (di quello della casa e non certo DOC). Non parliamo poi di andare al cinema, o fare le vacanze al mare o ai monti… Davvero impensabile concedersi certi lussi con i 450 euro di pensione… Ma forse la solitudine degli onorevoli è diversa??? Forse la sofferenza dello stare lontani da casa gli frantuma il cuore a tal punto da doversi abbandonare a festini squallidi per non sentire il dolore dei loro infiniti privilegi! Ovvio che sì!… Ma un dubbio mi sorge: ma se la scappatella dell’onorevole Mele è giustificabile con questo opprimente senso di solitudine per la mancanza della sua adorata famiglia, come mai anzichè pagare una camera in un albergo di lusso e due squillo, non ha usato i suoi soldini per acquistare un biglietto del treno (siamo risparmiosi!) alla sua adorata consorte e farsi raggiungere nella capitale per un weekend di “ricongiungimento”??? Mah… misteri forse della politica  e del cuore dei nostri politici (concedetemi il plurale visto il clima di tenera comprensione tra diversi colleghi)… Beh io, come si sa, sono una persona dal cuore tenero e siccome mi rendo conto di questa insopprimibile necessità di “ricongiungimento” ma so anche che razionalmente i conti dello Stato non tollererebbero un ulteriore salasso, vorrei proporre una generosa sottoscrizione per raccogliere un fondo a favore di questi nostri poveri sfortunati concittadini onorevoli che con assoluta abnegazione e spirito di vero sacrificio (altro che minatori del sulcis) stanno lontani da casa per il nostro bene… Potremmo tutti (a cominciare dal pensionato dei 450 euro) donare almeno un eurino per ricongiungere questi cuori straziati evitando così ulteriori imbarazzanti cronache di notti brave e relative imbarazzantissime giustificazioni da parte dei colleghi! Nel frattempo si potrebbe organizzare anche una raccolta di orsacchiotti (noti amici e compagni nelle solitarie notti) da donare ai nostri onorevoli più affranti dalla solitudine… Scusate… ma sono davvero inferocita! Si dice tanto che siamo tutti uguali di fronte alla legge e allo Stato, ma mi pare che alcuni in Italia siano più “uguali” di altri!!! Mi pare tanto che non gliene freghi nulla a nessuno della sofferenza di un cittadino qualunque che per poter lavorare (lavorare davvero) deve andare all’altro capo della penisola. Beh, se è vero che la politica è una vocazione e una passione, che si finanzi da sola.  Se la politica è una vocazione che lo sia fino in fondo e che ognuno paghi i suoi conti! Io sono stanca di vedere i miei quattrini sparire per mantenere queste vocazioni, e sono ancora più stanca di fronte a cose come questa!

Liberi?

Così spesso sento parlare di libertà.. Libertà intesa come un vivere senza regole, come un fare ciò che passa per la mente senza farsi domande e senza alcuno scrupolo, come di un illusione, o anche come di un mero adagiarsi su un concetto astratto quasi senza scelta, incuranti di ogni conseguenza…

Ma queste parole descrivono soltanto un malinteso senso di libertà, offrono una visione completamente distorta di ciò che significhi l’essere liberi, descrivono più una sorta di apatica ed atipica anarchia che la libertà. Per sua stessa natura la libertà non è soggetta ad un condizionamento esterno all’individuo, non può essere provocata o causata. Ma libertà può essere scelta, anzi deve essere scelta, scelta e mantenuta, e non è cosa facile perchè la libertà è difficile e dolorosa, fatta prima di tutto di solitudine e di responsabilità. Molto più comodo invece parlare di libertà adagiandosi nei recinti del conformismo e lasciandosi prendere per mano dalle mode (anche e sopratutto di pensiero). Essere liberi è assolutamente una scelta che bisogna rinnovare ogni mattino, accettandone tutti i rischi.

La libertà non è l’illusione della libera scelta. Ma che cos’è la libera scelta? Se per libera scelta si intende (come molti pensano erroneamente) poter scegliere di fare tutto ciò che si vuole a dispetto delle situazioni contingenti questa è una sciocchezza. La libertà non prescinde mai dal rispetto di ciò che ci circonda, poichè la libertà ha un grande ed assoluto rispetto della libertà altrui, persino della liberta di scegliere di essere schiavi. Chi è veramente libero non cercherà mai il proprio interesse a discapito degli altri, e non cercherà neppure di imporre la propria libertà a qualcuno che la pensa diversamente. Quindi la libertà non è l’illusione della libera scelta, ma è il mettere in pratica la libera scelta e persino la libera rinuncia di imporsi o di apparire..

La libertà è poi ricompensa a se stessa, poichè l’essere liberi è un qualcosa che si fa per se stessi e non in vista di sentirsi dire quanto si è bravi, L’attesa di una ricompensa è già schiavitù, un legame che condiziona il comportamento in funzione del premio. Quanto poi all’essere una mera osservazione senza direzione… se con questo s’intende che è un osservare la vita a 360 gradi posso concordare, ma se si intende un gettare uno sguardo svagato e senza particolare interesse qua e là, allora NO! Chi è libero ha un grande interesse per tutto ciò che lo circonda e non si può accontentare supinamente di guardare in una direzione prestabilita da chissà chi. La libertà ama approfondire, conoscere, discutere e mettersi alla prova nella discussione, comprendere anche senza necessariamente condividere, rispettando profondamente il pensiero altrui senza mai cercare di imporre il proprio punto di vista. La libertà rende una persona più come un esploratore che si inoltra in territori poco conosciuti pronto ad assimilare e comprendere ciò che incontra, piuttosto che simile ad uno svagato vagabondo che passeggia distratto in un parco.

La libertà ha una causa: la stessa natura umana è un progetto di libertà e non potrei trovare causa migliore. Tuttavia ci si rende davvero poco conto di quanto non si sia veramente liberi nella realtà: persino molti di coloro che si ritengono tanto contro corrente spesso è volentieri sono prigionieri di se stessi e delle proprie ideologie. Rinchiudendosi in comodi recinti di ideologie preconfezionate per pura pigrizia intellettuale, la maggior parte delle persone che proclama la propria libertà non si accorge di quanto sia in realtà totalmente schiava dei suoi stessi pensieri senza mai nemmeno domandarsi se quei pensieri sono davvero suoi… La libertà è certo consapevolezza, in primis consapevolezza di noi stessi, dei nostri limiti e delle nostre capacità, consapevolezza del mondo che ci circonda, consapevolezza di responsabilità, consapevolezza con cui si affronta ogni istante la vita.

Libertà è una conquista mentale, una condizione interiore che non subisce influenze dalle situazioni contingenti. Si può essere liberi anche incatenati nel fondo di una prigione, si può essere liberi in ogni situazione: la libertà è nel cuore, nell’anima e nella mente, non nella possibilità di agire. La libertà inizia quando ci rendiamo conto che non siamo liberi, perchè solo in quell’istante possiamo cominciare a guardarci con occhi nuovi, a vedere con diverse prospettive… Forse sarebbe bene dire che il dubbio, e il mettersi in discussione, segnano l’inizio della libertà…

Sempre…

Sempre…

 

 

Niente sole oggi nel mio mondo,
nulla m’importa davvero
perchè l’amore mi stringe
e anche la realtà diventa dolce.
Anche se il ricordo di te mi brucia nella mente
le tue parole mi accarezzano l’anima
e le tue carezze sono ancora sulla mia pelle…
Non potrò mai dimenticarti,
e so che un giorno ci ritroveremo
e parleremo del passato
o forse faremo progetti per il futuro.
Ho cercato di dormire
ma non sono stanca:
tu sei qui con me
e questo mi rende immortale.
Il male non vince
e le parole sono infinite:
l’amore è la chiave di tutto
e la libertà è la mia schiava.
Ti abbraccerò nella mia mente
e ti stringerò tra le mie braccia
e noi saremo insieme
sempre e per sempre.