Archive for ottobre, 2007


Risveglio

Aria fredda e luce tagliente
di un mattino d’inverno
Mi stringo a te
nel tepore delle coperte
e le nostre gambe si intrecciano.
Sfioro il tuo viso con una carezza
leggera come un soffio
e tu sussurri
“Shhh… sto sognando di te…”

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Ciò che sei

Come uno squarcio di sereno
dopo una tempesta infinita
piccole gocce di gioia
accarezzano il cuore.
Come un raggio di sole
dopo una notte infinita
la dolcezza torna
accarezzando l’anima
con tocco leggero.
Come un soffio di brezza,
tiepida nelle notti d’estate,
la tua mano torna
a sfiorarmi il viso,
a giocare con i miei capelli,
a stringere la mia mano…
Piccoli regali inattesi…
E ringrazio il cielo di averti con me

Frammenti

Resto in silenzio a guardarti… è tutto così strano qui: intorno c’è chiasso gente che va e che viene, mi urtano, qualcuno mi spinge, ma io sono come anestetizzata. 

Sei qui davanti a me, eppure non ci sei… sei bello, e quel poco sangue che ti sporca il viso non riesce a togliere nulla alla tua bellezza. Allungo la mano e con la punta delle dita asciugo quella piccola goccia rossa che ti brilla vicino all’orecchio. Sfioro il tuo viso e a quel tocco il mondo scompare: d’improvviso siamo solo tu ed io, proprio come quel giorno quando ci siamo conosciuti.

E siamo soli, io e te, e sento ancora la tua mani stringere la mia “Piacere di conoscerti…”, la tua voce, il sorriso che ti illumina lo sguardo, e quello strano brivido dentro con la subitanea consapevolezza di essersi ritrovati dopo un infinito viaggio…Io e te: mani strette incapaci di sciogliersi, occhi negli occhi ad osservarci l’anima, ed il resto del mondo diventato niente di più che uno sfondo colorato.

La mia anima riesce a sorridere anche ora ripensando a quel giorno e i miei occhi cercano i tuoi, ma una mano “pietosa” li ha chiusi e a me non resta che fissare ancora il tuo viso così bello anche in questo momento. 

Nella memoria il tuo sguardo sarà sempre con me a sorridermi e ad accompagnarmi nei giorni solitari che verranno… perchè questo mondo senza di te sarà un deserto in cui dovrò vagare da sola… Non posso pensare, anche se lo sto facendo, o forse questo non è pensare: sto galleggiando in uno spazio fatto di vuoto dove tutti i sogni sono svaniti e tutto sembra cristallizzato in questo silenzio che mi avvolge. Solo tu sei reale in questo mondo dove non esiste più nulla, soltanto tu sei vero e dolorosamente vivo dentro di me. Già, sei molto più reale tu anche se non ci sei, più reale di tutte queste persone che si agitano senza senso intorno a me.

Siamo soli, io e te.., e fa male pensare a me e a te come qualcosa di separato, come due entità diverse e distinte… è curioso, ma oggi siamo tornati ad essere “io e te”, il NOI è stato infranto da una mano crudele che ci ha voluto separare. Io e te… ma io che senso ho senza di te? Io sono ancora io senza di te?…

Sollevo appena il lenzuolo e cerco la tua mano, quella mano che stringeva la mia così spesso: bastava che le nostre mani si sfiorassero e ogni tuo pensiero era il mio, e ogni mio pensiero era il tuo, ed anche nella notte più fonda bastava sfiorare quella mano per sapere chi eravamo. Ma ora la tua mano resta inerte nella mia e comincio a sentire il gelo scendere sui miei pensieri mentre il vuoto mi strappa via il cuore…

Cuore inutile il mio ora, perchè dovrebbe continuare a battere? “Portami con te, ti prego…” sussurro dentro la mente e vorrei poter urlare e piangere e far smettere di battere questo cuore inutile. Invece stringo ancora la tua mano e resto immobile e muta davanti alla disperazione che mi assale con la certezza orrenda che sopravvivrò, inutilmente continuerò a vivere.

Cerco la tua voce dentro di me ed ecco che sei ancora qui con me “Voglio vederti sorridere… nessuno sa sorridere come te…” Sì tornerò a sorridere, ma non chiedermi di farlo oggi, ti prego… e invece sento il viso che si distende in un ultimo sorriso per te; più forte di me e più forte persino del dolore questo non saperti dire di no… Mi stupisco di me, e continuo ad ascoltare la tua voce in me, la tua voce nei miei ricordi che sembrano aver preso il posto di questa oscena realtà…

Forse sto impazzendo, e forse non sarà nemmeno così male perdere la ragione… ma il terrore che con la ragione potrei perdere anche il ricordo di te mi frena dall’abbandonarmi alla pazzia del dolore che come un’onda di marea mi sta per travolgere. Stringo forte la tua mano e d’improvviso mi colpisce come un ceffone in pieno viso la consapevolezza che tu non sei più in questa mano che stringo. Il piccolo seme della disperazione si spacca e comincia a germogliare dentro di me avviluppandomi l’anima. Intorno c’è solo silenzio ora, posso sentire che ci sono tante persone ma nessuna di loro parla. Il mio dolore ha invaso la stanza cupo come una nuvola scura, gelido come la più gelida notte senza luna ne’ stelle… Sono sospesa… quello che sento è così straziante da non permettermi neppure di piangere, da non permettermi neppure di mostrare un piccolo segno di quella tempesta che mi sta schiantando dentro. Resto immobile, la tua mano nella mia, sospesa in questo silenzio irreale dove le parole sono impossibili da pronunciare, le parole, le nostre parole sono troppo preziose per lasciarle colare via in questo mare di dolore.

Una donna grida, ed in qualche angolo lontano della mia coscienza riconosco la voce di tua madre. Grida ed urla, ma non il suo dolore, ma solo crudeltà verso di me… Ecco… non è qui per te, e non è qui neppure per me, è qui solo per se stessa, per non perdere quest’ultima occasione di mostrare al mondo quanto fosse contraria a noi due, o forse solo un modo di esibirsi ancora una volta in una delle sue teatrali sceneggiate… Vorrei girarmi ed esprimerle tutto il mio compatimento per questo nuovo spettacolo indegno, vorrei dirle molte cose, vorrei dirle che se tu sei qui ora è proprio perchè stavi andando da lei per riannodare quello che lei aveva voluto spezzare… vorrei dire tante cose… e invece resto muta. Non vale la pena sprecare questi ultimi istanti con te per parlare con chicchessia. Già, gli ultimi istanti perchè so che da questo momento non ti vedrò più…

Due braccia forti mi stringono: è tuo fratello che mi sussurra di seguirlo. Tua madre continua a strillare cose prive di senso e un poliziotto la tiene in disparte. Lascio la tua mano e per l’ultima volta guardo il tuo viso imprimendone nella memoria ogni piccolo particolare. Tuo fratello mi prende sotto braccio e io lo seguo docile senza abbassare lo sguardo davanti a tua madre che finalmente pare ammutolita. Fuori c’è il sole e il suo calore pare insopportabile sulla mia pelle che ora è gelata. E’ ancora estate qui ma nel mio cuore è iniziato un inverno infinito. In silenzio mi incammino e non so bene che strade percorro ma mi ritrovo a camminare sulla spiaggia. Guardo l’orologio: a quest’ora saremmo dovuti essere qui io e te, questo era il nostro programma per oggi…

Cammino su questa spiaggia infinita, e siamo di nuovo io e te… la tua mano nella mia… ogni ricordo è così vivo che mi sembra impossibile che sia solo un’immagine nella mia mente. Mi perdo in questo mare di giorni felici e il tempo non esiste più: tu sei qui con me! E’ già notte ed io sto ancora camminando senza sapere bene dove andare…

Sono di nuovo a casa, la nostra casa, questa stanza che nessuno avrebbe mai pensato di poter chiamare casa ma che noi avevamo fatto diventare il nostro castello… Qui ogni cosa parla di noi, ogni oggetto e persino ogni ombra è intrisa di noi: di me e di te… Non posso sopportare la vista di questo posto senza di te e spengo la luce. Resto immobile per non so quanto tempo al centro della stanza, poi lentamente le gambe cedono e mi accuccio in terra. Non sento nulla, ne’ caldo ne’ freddo… Il cuore che continua a battere e mi rimbomba nelle orecchie… non voglio sentirlo! Non voglio sentire questa vita che continua a fluire in me senza più scopo. “Portami con te… ti prego…” solo queste parole si ripetono ossessive nella mia mente. Si può restare vivi a metà? La mia parte migliore è andata via senza di me ed io non voglio restare qui. Eppure la vita ostinatamente continua ad aggrapparsi a me, anche se io non la vorrei. Sopravvivrò… questa è l’unica orribile certezza che in questo momento mi ferisce come un pugnale. Torno con i ricordi a quel giorno in quel giardino dove mi avevi preso le mani e guardandomi negli occhi, con voce appena tremante avevi parlato di NOI per la prima volta “Tu sei me… sei parte di me, ed io sono te… non ha logica lo so, ma so che è così” Già, non c’è logica nell’incontrarsi e sapere per certo che ci si appartiene da sempre… non c’è logica, è pura magia, un ‘incantesimo che in un solo istante stravolge tutta la tua vita, le tue prospettive, le tue certezze… ma pur sempre magia, una magia meravigliosa ed inspiegabile che si impossessa di te, e non si può spiegare in nessun modo, non esistono le parole… e credi che la magia sia per sempre… Invece sono qui…

E’ giorno, e non so da quanto, anche se non ho dormito non so da quanto il sole sia entrato in questa stanza. Lo sguardo scivola piano sulla mia immagine riflessa in uno specchio: guardo senza emozioni la sconosciuta che mi fissa dal vetro e ne studio i tratti stanchi e il viso pallido, quasi fosse la prima volta che vedo la mia immagine. Decisamente troppo magra e troppo pallida… e mi risuonano in testa le tue parole “Non sei troppo magra… sembri una fatina uscita da una fiaba…” ridevi quando lo dicevi e io fingevo di indignarmi e ti facevo una smorfia per ridere insieme a te. Ricordi… troppi ricordi… finiranno per soffocarmi… finirò per naufragare in questo oceano infinito di emozioni e di immagini… Ogni istante di questi ultimi mesi mi scorre davanti ed io semplicemente mi perdo e mi lascio accarezzare l’anima dalla tua presenza.

Di nuovo è notte, non ho mangiato ne’ bevuto e non ne sento necessità… non m’importa del tempo che passa, il tempo non ha più significato: l’oggi non esiste, e il domani mi si è negato, solo il passato è presente in questa stanza: immobile, cristallizzato nelle immagini di Noi, in quel ritrovarti in me inestricabilmente legato alla mia anima ancora stretto a me a sussurrarmi parole che non so pronunciare…

Nella luce livida di un altro giorno che comincia lo sguardo va a posarsi sulle mie mani… le mie dita sono ancora macchiate del tuo sangue. Le porto al viso e penso assurdamente che questo è tutto quello che mi resta di te: non laverò più le mani, è il pensiero che per un istante mi attraversa la mente… e poi ecco che mi sembra di sentire la tua voce “Sì, le laverai, e continuerai a vivere… non ti ho lasciato, ma tu devi lasciarmi andare… sai che ci ritroveremo… sorridi ancora per me…” so che queste sarebbero le tue parole se tu potessi ancora parlarmi… lo so perchè tu sei in me…

Mi scuoto e provo ad alzarmi. Sono quasi stupita che le gambe ancora mi reggano e muovo qualche passo per la stanza. So che lasciarti andare è l’unica cosa giusta da fare; mi avvicino al lavandino ed apro l’acqua ma non ho il coraggio di mettere le mani sotto il getto. Mi guardo allo specchio e quello che vedo non è certo la fatina che tu amavi: la pelle è grigia, gli occhi cerchiati, le labbra screpolate… “Fai la cosa giusta…” annuisco silenziosa e metto lentamente le mani sotto il getto d’acqua tiepida osservando il sangue che piano si scioglie e scorre via… Sì, è la cosa giusta, l’unica cosa giusta. Mi spoglio e mi infilo sotto la doccia: tu sei dentro di me e io continuerò a vivere perchè non farlo sarebbe farti morire due volte, andrò avanti raccogliendo i frammenti di tutti i momenti che la vita ci ha regalato, andrò avanti e tornerò a sorridere un giorno…

(Credo sia doveroso dire che questi sono stralci di un vechio diario che non avevo più avuto il coraggio di rileggere. Solo di recente l’ho ritrovato e ho rivissuto quei giorni riuscendo a liberarmi di quel dolore… )

La mia favola

Dolore sottile

come una lama di ghiaccio

mi ferisce l’anima

freddo dentro di me

niente sogni

niente incubi

solo l’ombra della consapevolezza di esistere

niente emozioni

nel mio inutile cuore

che batte sempre più lentamente.

Il vuoto mi riempie

nel dolore che ogni giorno mi regali:

sofferenza, lamenti,

lacrime e urla insopportabili…

davvero troppo per me.

Guardami negli occhi,

leggi ciò che sento,

prova a conoscermi

o continuerai ad uccidermi

un istante dopo l’altro

con la tua superficialità.

Cerco di convincermi

che sopravvivere

è la cosa giusta da fare

ma sono sempre più stanca

e la forza mi abbandona.

Potrai strappare il mio cuore

ferire la mia mente

distruggere il mio corpo

ma la mia anima è ancora mia

e i miei sogni continuano a nutrirla.

Non so dove andrò

ma un giorno tornerò

a raccontare la mia favola.

Il mio mare

Questo è il mio mare in una delle ore del giorno che amo di più…

(Abbiate pazienza ma come fotografa non valgo molto )