Archive for novembre, 2007


Ordinaria follia


Storie di ordinaria follia, di violenza e rabbia, di amore e botte… Istantanee di vite dilaniate  da una furia tutta maschile che conosce solo la prepotenza come mezzo di affermazione e aborre ogni rispetto per l’altro. Storie in cui, nella stragrande maggioranza dei casi le vittime conoscono bene il loro carnefice e spesso questo carnefice vive sotto il loro stesso tetto.
E se i lividi sono ben visibili e fanno male al corpo, è il dolore dell’anima che produce le ferite più pesanti e profonde, e sono ferite invisibili che alimentano una cancrena che silenziosamente corrode la vita di coloro che ne sono vittime. Il silenzio circonda la maggior parte degli abusi violenti, silenzio che affonda le proprie radici in errati sensi di colpa e nella progressiva perdita del senso del proprio valore personale. Perché la violenza diventa una vergogna da tacere, una macchia da nascondere, un tabù inconfessabile.

Basta leggere qualche dato per renderci conto di quanto sia diffusa la violenza contro le donne (e ricordiamo che questi dati si riferiscono solo alle violenze venute alla luce): ogni anno nel mondo sono circa 200.000.000 le donne che muoiono a causa di una violenza subita. Solo nel nostro Paese, nel 2006 si sono registrati 150.000 nuovi casi di violenza, e sempre l’anno scorso le cifre censite assumono proporzioni spaventose: 6.734.000 sono le donne che sono state vittime di una violenza, 7.000.000 quelle che hanno subìto violenza psicologica, e 1.500.000 hanno subìto violenza sessuale prima dei 16 anni. Per restare nella nostra cara Italia i dati dei primi 6 mesi del 2007 non sono certo confortanti: 62  le donne uccise, 141 vittime di tentati omicidi e ben 1805 vittime di stupro…
Nel mondo le donne che ogni anno perdono la vita a causa della violenza superano le vittime del cancro, delle guerre e degli incidenti stradali. E’ impressionante pensare che la principale causa di morte delle donne fra i 14 e 44 anni è la violenza subita da un uomo. La maggior parte di queste violenze arrivano dal partner (come nel 69,7% degli stupri) o comunque da uomini dell’ambito familiare. Ma la cifra che secondo me fa ancora più paura si riferisce alle violenze taciute: si calcola che oltre il 94% non venga mai denunciata!! Solo il 18,2% delle donne considera la violenza subita in famiglia un “reato”, mentre il 44% lo giudica semplicemente “qualcosa di sbagliato” e il 36% lo liquida come “qualcosa che è accaduto”.
Cifre sintomatiche di una pseudo-cultura che storicamente e socialmente accetta la violenza sulle donne, e che ha prodotto nelle stesse donne la mancanza di consapevolezza che quello che subiscono sia completamente sbagliato. Manca inoltre nell’opinione pubblica e nelle stesse istituzioni il desiderio di smetterla di trattare i crimini sulle donne come semplici fatti di cronaca. Dovremmo fare un passo avanti verso una cultura che sconfigga ogni forma di patriarcato e maschilismo prevaricatore, una cultura dove la convivenza sia basata sul semplice rispetto reciproco. Sono personalmente convinta che nessuna legge può cambiare mai “d’ufficio” la becera mentalità di prevaricazione che ancora si annida in troppe teste maschili. La vera battaglia è di tipo culturale e si deve svolgere prima di tutto nella vita di ogni giorno e nelle relazioni di ogni giorno, e non certo scambiando il ruolo di vittima con quello del carnefice. Fino a quando troveremo tollerabili e giustificate alcune forme striscianti di violenza maschilista questa battaglia sarà persa e continueremo a leggere notizie raccapriccianti sulle prime pagine dei giornali che hanno come involontarie e innocenti protagoniste e vittime donne, la cui sola colpa è stata solo quella di essere donne.
Non si apre un tempo per una “guerra santa” contro gli uomini, sarebbe assolutamente idiota pensare di combattere la violenza con la violenza, ma si apre un tempo in cui ogni essere umano (indipendente dal suo sesso) rifletta seriamente su cosa significa il rispetto per l’altro.

Notte

Notte di pensieri e di parole,
notte di carezze e di baci,
notte di dolce perdersi…
Il tuo respiro nel mio
e siamo una sola anima.
Miele sulle tue labbra
che accende passioni inconfessate,
mani che si cercano…
Vele lontane sull’orizzonte i pensieri
leggeri e imprendibili
scivolano nel silenzio di un respiro…
Brezza fresca
sul mio viso il tuo sospiro
che senza parole mi avvolge
e mi trasporta via con te
in questo viaggio…

Se ci incontreremo

Se ci incontreremo in un’altra vita
Non ti perdonerò
per tutte le notti insonni
e i sogni infranti…
Non ti perdonerò
le cose non realizzate,
le lunghe passeggiate solitarie
e le fiabe interrotte…
Non ti perdonerò
i viaggi mai fatti,
le albe non viste,
le canzoni non cantate…
Non ti perdonerò
le parole non scritte
e quelle gettate via
e quelle che sono morte prima di nascere.
Ma sopratutto,
se ci incontreremo in un’altra vita,
non ti perdonerò
questi momenti felici.

Follia

Osservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell’uomo più passione che ragione, perchè fosse tutto meno triste. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure esisterebbe. La vita umana non è altro che un gioco della follia. Il cuore ha sempre ragione.

(Erasmo da Rotterdam, Elogio della follia)