Category: IO


All’improvviso…

Le cose cambiano all’improvviso… svaniscono senza nemmeno darti il tempo di allungare una mano per tentare di afferrarle e trattenerle, scivolano via nel silenzio assordante del nulla che ti stordisce e ti lascia attonito spettatore di te stesso…

D’improvviso ti ritrovi nel vuoto incolore e i sogni sono svaniti… sparisce il coraggio anche di provare a sperare ancora…

Le ore scorrono via veloci, i pensieri si inseguono e ti annodano parole in fondo alla gola, parole che non dirai mai più, parole inutili, parole che sanno solo farti mancare il respiro ma che nessuno sentirà mai.  E avresti voglia di urlare per sentire che sei ancora vivo, ma non lo farai…

La sola cosa che resta è la certezza del grigio che si insinua a sostituire il colore nelle tue giornate.

E, d’improvviso,  ti ritrovi a non desiderare un altro giorno…

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Solo chi…

…Solo chi ti vuole bene veramente comprende tre cose di te: Il dolore dietro il tuo sorriso, l’amore dietro la tua rabbia, le ragioni dietro il tuo silenzio!…

Stringi la mia mano

E ti scrivo una lettera tentando di mettere ordine nella marea di sentimenti ed emozioni che come un fiume in piena hanno invaso i miei giorni… Un fiume in piena che ogni momento sembra rompere gli argini della mia naturale e consolidata “prudenza”, della mia quasi proverbiale (e vagamente paranoica) riservatezza e discrezione, caratteristiche che da tutti vengono scambiate per distacco gelido… Ma tu hai visto oltre la mia apparenza, hai saputo vedere al di là di quello che la maggior parte delle persone vede di me ed hai toccato il mio cuore. Ma come fare a confessarlo anche a me stessa? Già, perchè scoprire che qualcuno conosce ancora la strada per il tuo cuore, conosce il modo di farti vibrare l’anima, conosce il modo per risvegliare le emozioni che avevi sepolto, ti lascia spiazzato… e tu mi hai spiazzato quando candidamente mi hai confessato di amarmi. Mi hai spiazzato perchè mi hai messo di fronte a qualcosa che non avrei mai più immaginato potesse succedere a me… Mi hai spiazzato perchè le tue parole erano le mie, parole che da troppo tempo avevo rinchiuso in un’angolo, incatenate, imbavagliate, ben assicurate perchè non potessero tornare a galla, perchè i sentimenti scardinano le difese, espongono in completa nudità la tua parte più fragile e sensibile… Pudore dei sentimenti, pudore di pronunciare parole come “amore”, pudore delle emozioni… Sciocchezze, solo sciocchezze! E così ho scelto di abbandonarmi a queste emozioni che mi regali, ho scelto di togliere il bavaglio alle parole che tenevo legate, ed ho scelto di vivere. Ma le parole sono ancora arruginite e si aggrovigliano disordinate senza riuscire ad esprimere quello che sento… Povere parole che non so usare, povere parole che torco nel tentativo di trasferire su questo foglio le mie emozioni… Ma forse le emozioni non si possono scrivere, si possono solo vivere ed è per questo che rifuggono le parole e preferiscono mostrarsi nei gesti, nelle guance arrossate, nei sorrisi… No, le emozioni non si possono scrivere, e tutto quello che si può intrappolare di loro sui fogli è solo un vago fantasma della loro essenza… Sfuggono effimere, eppure concretamente reali, scivolano via dolcissime sulla superfice dell’anima curando le vecchie ferite e regalano la speranza del domani, si insinuano tra i pensieri infischiandosene della razionalità, ubriacando di gioia ogni fibra dell’essere… Ed io ho scelto di abbandonarmi a questa specie di follia meravigliosa che mi hai regalato… E ancora stasera mi trovo ad emozionarmi fino alle lacrime, ma lacrime di felicità ora, emozionarmi per il regalo che mi hai fatto, emozionarmi perchè so che posso abbandonarmi a te, perchè so che quello che sento ha radici in un tempo senza tempo, perchè so che tu ed io siamo una sola cosa, da sempre e per sempre… Sono tornata ad arrossire come una bambina, e tu hai visto quella bambina che c’è ancora in me

E allora prendi la mia mano e non lasciarla mai… io non lascerò mai la tua. 

Non puoi cancellarlo

Ogni istante sono con te…
ti ho legato a me con fili d’oro
ho scritto il mio nome sul palmo delle tue mani
e nulla potrà cancellarlo.
Mi ritroverai tra i silenzi della tua anima
Nelle lunghe notti insonni,
Sarò tra i tuoi pensieri
Ad ogni sorgere del sole,
Il mio nome fiorirà sulle tue labbra
Interrompendo i tuoi discorsi
E inaspettatamente mi troverai tra le tue parole
Inciamperai nelle emozioni
E avrai voglia di volare…
Magie antiche come il tempo ti hanno donato a me
sogni e realtà ci hanno legato l’anima
ti hanno marchiato il cuore…
e nessuno potrà cancellarlo!

Parole

Parole
restano aggrovigliate in fondo all’anima…

Segni
che la penna non riesce a tracciare…

Urla silenziose del cuore
tracciano la via alla follia…

Piccoli passi
ogni giorno ti portano un po’ più lontano.

Per quanto ancora ricorderai la strada di casa?

Perdersi non sarebbe forse un gran male…
Chiudere gli occhi e lasciarsi andare
In un sonno senza sogni e senza incubi
finalmente il cuore riposerebbe
e le parole
non sarebbero più necessarie…

Perché lotti ancora?

Magia…


 

Emozioni e sensazioni, pensieri… leggeri come brezza fresca in una calda notte estiva, imprendibili ed evanescenti quasi inconsistenti fantasmi…

In bilico fra parole e immagini nel tentativo di catturare uno di questi soffi, mi ritrovo ad annusare le luci ed assaggiare i colori con la consapevolezza che non riuscirò a catturare l'interezza della bellezza che respiro… Solo ombre ciò che riesco ad imprigionare, solo riflessi pallidi di emozioni imprendibili… Ma forse è in questo la magia della poesia e delle immagini: la magia è racchiusa nel limite, nella sfida continua del tentare, e tentare ancora, di prendere un'emozione e riuscire a farla leggere ad altri. Guardo ancora questo cielo che lascia scolorare il rosso del tramonto nel buio della notte in attimi irripetibili e unici. Nessun tramonto sarà mai uguale a questo, nessun momento sarà mai più questo, e ciò che sento in questo istante so che non sarà mai più… e anche questa è magia…

Viaggiatori

Viaggiatori dell’Essere che navigano nell’oceano della vita, a volte smarriamo la rotta ed altre volte ci abbandoniamo alla corrente e al vento lasciandoci trasportare verso terre sconosciute. Come esploratori alla ricerca dell’Isola che Non C’è, anime di bambini racchiuse in corpi adulti, polvere di fata nelle tasche e voglia di volare nell’anima; ma prima bisogna trovare il pensiero felice per realizzare la magia…

E in questo viaggio infinito scopriamo nuove luci, nuove terre, nuovi sapori, e sogniamo nuovi sogni, annusiamo profumi nuovi, cogliamo fiori mai visti, ascoltiamo fiabe mai narrate, ed alzando gli occhi al cielo scopriamo nuove stelle… Talvolta incrociamo la via di altri viaggiatori e per un poco la nostra navigazione procede affiancata mentre ci scambiamo i ricordi di viaggio. Attimi eterni in cui vediamo l’oceano con gli occhi dell’altro, e la sua esperienza diventa anche un po’ nostra, istanti in cui comprendiamo che conoscere l’altro è l’unica via per conoscere noi stessi. Non c’è spazio per i fasulli in questo oceano: la vita stessa li inghiotte come un mare in tempesta, e di loro non resta traccia. Frammenti di sogni ci si attaccano alla pelle, come il salmastro di questo mare, lasciando piccole rughe che, come un diario di bordo, registrano la storia della nostra navigazione, mentre il tempo continua pigro a scorrere via, inafferrabile come la meta che non conosciamo. E navighiamo nelle tempeste tenendoci stretti al timone, maledicendo il cielo e il mare, insultando il vento che ci toglie la voce, piangendo accecati dalla pioggia, e pregando per un raggio di sole. E nelle bonacce ci stendiamo pigri al sole e ci lasciamo cullare dal dondolio tranquillo delle onde. Nelle sere solitarie sorseggiamo rhum sotto le stelle e cantiamo alla luna sperando che almeno lei ascolti la nostra voce… E il viaggio continua, strappandoci sorrisi e lacrime, lasciando brandelli di anima su scogliere taglienti di isole deserte… Il viaggio continua e ancora mille e mille volte mi perderò in quest’oceano, e mille e mille volte sfiderò la corrente e urlerò al vento la gioia e la voglia di esserci ancora…

Un’altra notte

Ennesima lunga notte in cui grovigli di parole si affollano sulla punta delle dita per poter prendere forma su questo foglio virtuale. Curioso come sia proprio la notte il momento in cui l’esigenza di scrivere diventa pressante, e quasi ogni notte riempio fogli su fogli con sequele infinite di piccole deliri privati, schegge impazzite di pensieri che si coagulano in frasi disordinate e parole che mi trascinano nel loro scorrere. Parole che catturano i miei pensieri, o pensieri che imbrigliano le parole e le mettono al proprio servizio? Non lo so, e poco importa poichè io resto spettatrice del loro fluire, spettatrice e poco più che strumento del loro liberarsi in notti come queste… mi piace osservare le mie dita che scorrono veloci sui tasti a dare corpo a pensieri ed emozioni, mi piace lasciarmi travolgere da questa corrente, inerme abbandonarmi alla magia che solo le parole possiedono, abbandonarmi e lasciarmi cullare dalla melodia dello scrivere. Non ci sono censure, ogni cosa è lecita, ed ogni cosa ha una sua intrinseca logica, una logica che forse sfugge ai più e talvolta sfugge persino a me, ma so che in notti come queste non sono io a condurre questo gioco ma sono proprio le parole stesse a tracciare le linee del mio viaggio e a stabilirne le regole… E la regola principale è proprio: nessuna regola! Qui son solo io, non devo essere nulla, non devo essere buona, non devo essere saggia, non devo essere brillante… Le mie parole sono dolci come il miele o taglienti come il vetro, ma non ne sono responsabile. Rido e piango, mi dispero o mi diverto infinitamente, tutto e il suo contrario: gocce di un’anarchia totalmente libera che colora questi istanti. Probabile pazzia la mia, ma una pazzia che ogni piccolo becero travet delle regole, schiavo inutile del “chi lo dice”, vorrebbe possedere… Ma come si sa, nulla è più pericoloso di grandi idee in piccole menti, e quindi molto più sicuro lasciare le piccole menti a baloccarsi nei piccoli labirinti delle regole del presunto buon senso, meglio lasciarle far finta di sorridere della mia pazzia per nascondere la disperata consapevolezza della propria mediocrità… E nella mia pazzia io sono nulla e meno di nulla, e nello stesso tempo sono tutto e ben oltre. Volo in equilibrio sulle parole, volo lontana dalle ipocrisie in cui le parole servono solo a costruire facciate grottesche di piccoli burattini inutili schiavi di se stessi, semplicemente volo…

Memoria

 

Se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri Nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera Il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo Che lavora nel fango Che non conosce pace Che lotta per un pezzo di pane Che muore per un sì o per un no. Considerate se questa è una donna, Senza capelli e senza nome Senza più forza di ricordare Vuoti gli occhi e freddo il grembo Come una rana d’inverno. Meditate che questo è stato: Vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore Stando in casa andando per via, Coricandovi alzandovi; Ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, La malattia vi impedisca, I vostri nati torcano il viso da voi.

(Primo Levi)

Difficile esprimere ciò che sento di fronte all’orrore che ha travolto l’umanità durante l’ultima guerra… Osservo i visi di queste immagini e vedo le loro storie, storie di vite ordinarie che furono sconvolte dalla follia di un odio senza senso. Piccole esistenze comuni, come la mia e la tua, gente senza storia e che nella storia non ci sarebbe mai voluta entrare, gente semplice, ma sopratutto gente innocente la cui sola colpa è stata di essere ritenuta “diversa”. Persone spogliate di ogni cosa, ma più che delle cose materiali, la follia che li uccise, avrebbe voluto spogliarle della dignità di esseri umani. E ci provarono nelle deportazioni e nella prigionia, trattandole come neppure un oggetto andrebbe trattato. Eppure io trovo molta più dignità umana in queste figure emaciate dalla malattia, dalla fame e dalla sofferenza, che nei ben pasciuti e ben vestiti carcerieri… Un mare persone furono trucidate da questa follia, a milioni di persone venne negata la possibilità di vivere… Eppure io credo che loro siano ancora vive, perchè fino a quando le ricorderemo saranno vive in noi, e il loro sacrificio non sarà stato inutile se ne onoreremo la memoria opponendoci con tutta la nostra forza ad ogni prevaricazione, ad ogni persecuzione, ad ogni nuova follia che vuole dividere gli uomini per colore o religione. Questa è una follia che non si esaurisce mai e ancora oggi nel mondo accadono atrocità simili a quella accaduta nei campi tedeschi. Non dimentichiamo e non permettiamo che continui a succedere!!

Per gli amici veri

Parole e immagini per i miei amici più cari… Perchè come dice questo brano: “Io lo so che non sono solo anche quando solo…”

Grazie di esserci! Grazie di cuore!