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Furbacchionerie

Eccomi di nuovo! Dopo oltre una settimana di silenzio forzato (guai al pc) sono ancora qui.

Dall’ultima volta che ho scritto le cose non sono molto migliorate, ma in ogni caso si va avanti…

Piccole soddisfazioni e piccole delusioni si alternano in un’altalena perpetua che alla fine ci lascia stanchi ma mai abbattuti.

Alcuni giorni fa parlavo con un amico a proposito di ciò che ci ferisce di più. Devo essere onesta: mille cose possono ferirmi, ma solo superficialmente, piccoli graffi che la vita ci fa ma che non lasciano segni e presto guariscono, ma c’è una cosa che mi addolora e mi offende in modo quasi irreparabile, ed è ciò che io chiamo la “furbacchioneria”.

Già… “furbacchioneria” e non furbizia, poichè la seconda presuppone un livello di intelligenza quantomento normale mentre la “furbacchionera” prescinde totalmente sia dall’intelligenza che dal buon senso e solo una mera sfida idiota all’intelligenza altrui.

Forse ho un alto concetto di me, o forse no, ma non tollero che si sfidi la mia intelligenza!

Mi fa sorridere che chi non mi conosce davvero pensi che io sia solo ciò che appaio: quanta superficialità! Probabilmente appaio un po’ “naif”, ma solo a chi vuole fermarsi a vedere solo questo, tuttavia in realtà non lo sono affatto. Cerco sempre di essere tollerante e conciliante perchè sostanzialmente odio discutere inutilmente e perchè confido sempre nel buon senso di chi mi sta di fronte, ma devo constatare con una certa amarezza che il buon senso è davvero merce rarissima.

Quanta tristezza!

Il “furbacchione” non capisce nulla, e un po’ come il “Re Travicello” della poesia “tentenna, galleggia e mai dello stagno non pesca sul fondo…” si accontenta delle apparenze e pensa di poter prendere in giro il prossimo solo perchè gli altri sono così educati da non sottolineare la sua congenita idiozia.

Questa categoria di persone mi offende… mi offende il  fatto che qualcuno non abbia il porco coraggio di dirmi in faccia ciò che pensa, mi offende la presunzione, mi offende quel modo mellifluo e viscido di dire e non dire, di far comprendere senza mai esporsi, in modo da non poter mai essere affrontati a viso aperto. Che squallore!!!

Devo però dire che a furia di incontrare furbacchioni forse ho compreso parte del perchè di questi comportamenti. Da premettere che non ho l’abitudine di porre limiti o condizioni alla mia amicizia: Tutti siamo diversi e siamo assolutamente “belli” come siamo, purchè davvero siamo ciò che siamo, e questa è l’unica condizione alla mia amicizia (ma su questo ho già scritto). Concepisco l’amicizia come un rapporto talmente privilegiato da essere al di sopra persino delle divergenze di vedute: Esseri liberi che liberamente scelgono di fare la strada insieme, legati da un’empatia che supera ogni differenza, liberi di stare o andare, liberi di parlare o tacere (i silenzi tra amici sono comunque confortevoli e senza disagi), completamente indipendenti eppure nello stesso tempo come una sola persona…

Ma la maggior parte delle persone non sopporta questo genere di relazione, forse sembra improbabile che davvero si possa essere così, e poi è talmente tanta l’abitudine ad essere “furbetti” che alla fine per molti è una seconda natura. E qui si diventa “furbacchioni”… Non si capisce che non c’è necessità di giustificazioni o di “paraventi” vari, io non ne ho mai chiesto, la sola cosa che chiedo è la chiarezza. Molto meglio un “non ho voglia di parlare con te stasera” o un “ho altro da fare” che trovarsi di fronte una persona che cerca mentendo di dare giustificazioni patetiche ad un appuntamento mancato. Questo è offensivo oltre che tristissimo.

Ma in ogni caso devo ringraziare anche questa categoria di persone perchè in un modo o nell’altro mi hanno aiutato a volare un po’ più in alto. Quindi grazie a tutti coloro che con le loro “furbacchionerie” mi hanno permesso di imparare qualcosa in più sul genere umano. Ma un grazie particolare va a te amica mia (amica??) che con il tuo comportamento mi hai confermato che i furbacchioni sono sempre dietro l’angolo.

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Giornate storte

Giornata orribile… capita, mi dico, ma non serve a farmi sentire meglio. Già, capita… “concediti una giornata storta ogni tanto” mi ripeteva un caro amico. Bene, me la concedo, ma questo non migliora le cose.

E poi che significa “ogni tanto”? Una giornata storta alla settimana? Una al mese? Una ogni quindici giorni?… Quale dev’essere la frequenza con cui ci si può concedere una brutta giornata?…

E quando le brutte giornate si susseguono?

Non lo so… e a volte mi sento così stanca e stupida nel farmi di queste domande…

La mia è stata una pessima settimana, fatta da una sequenza di giornate storte…

All’inizio della settimana qualche guaio col pc, e questo è normale ( lo sanno quanti usano WinXP), un piccolo “crash” risolvibile con poco… poi il “crash” si ripete, schermata blu e impossibile riavviare… Va bene, mi dico, un po’ di pazienza e risolvo tutto… e così è stato (almeno in apparenza), a parte un banco di ram bruciato, il resto ha ripreso a funzionare. Un giorno di tranquillità e poi un incidente al lavoro mi lascia con una mano rotta… a parte il dolore è assolutamente sconfortante pensare che dovrò tenere la mano “ingabbiata” per almeno 30 giorni… il fatto è che con l’altra mano non riesco a fare assolutamente nulla: impossibile scrivere, difficilissimo lavarsi, assolutamente improbabile cucinare… saranno 30 giorni lunghissimi!

E va bene… anche questa non è certo una tragedia!

Giusto, maledettamente giusto anche questo!

Un altro giorno di tregua e poi il pc ricomincia a fare i capricci: si blocca, schermata blu… morto! Escluso un problema di software mi armo di santa pazienza e una sola mano lo smonto… risultato: ram completamente andata… diagnosi: probabile scheda madre morta!

Bene… anche questa è una cosa che si mette a posto…

Raschio il fondo del barile dell’ottimismo e rimonto il pc e aspetto che arrivi la scheda nuova… non c’è altro da fare.

Arriviamo a sabato… giornata tranquilla tutto sommato, o almeno così appariva, a parte la mano che ha ricominciato a fare un male cane, verso l’ora di pranzo il cellulare squilla: un’amica che non sentivo da un po’… tutta felice rispondo e dall’altra parte subito mi rendo conto che c’è qualcosa che non va… insomma facciamola breve: la mia amica mi chiamava per farmi sapere che un caro amico comune era morto… 35 anni, un infarto pare… Mi sono sentita gelare…

Se a tutto questo aggiungiamo le mille altre piccole grandi cose di ogni giorno… beh tirate voi le conclusioni…

Insomma questa è stata la mia splendida settimana… qualcuno si vuole stupire se oggi ho solo voglia di urlare?

Eccomi di nuovo

Eccomi di ritorno da un’immersione nel passato, da una vacanza (piccolissima per la verità) fuori dal tempo… Qualche giorno lontano da tutto quello a cui sono (e siamo) abituata: un piccolo paese di pescatori dove il tempo sembra essersi fermato in un’epoca indefinita, dove le persone si conoscono tutte, dove la vita scorre senza fretta nelle tranquille attività di ogni giorno.
Forse un po’ di invidia per chi riesce a vivere così, ma dall’altra parte questa troppa tranquillità a me crea uno specie di ansia… bello è vero, ma troppi vuoti per il mio modo d’essere.
Io purtroppo sono una persona che non riesce a stare nemmeno in spiaggia senza fare nulla, figuriamoci passare le giornate in una quiete immobile… Fortuna che la zona è satura di siti archeologici davvero belli, quindi le giornate sono state riempite da splendide e interminabili camminate tra i resti di antichissime città, visite a musei e anche qualche ora di ozio sulle incredibili spiagge praticamente deserte della zona.
La sensazione è stata un po’ quella di essere sospesi in una bolla fuori dal tempo, e se da una parte desideravo tornare a casa per riprendere la vita i sempre (forse un po’ troppo di corsa) dall’altra confesso di aver avuto il desiderio un po’ folle di stabilirmi lì. Sembra impossibile esistano posti come questi dove ancora la sera non c’è altro da fare se non chiacchierare fino all’ora della nanna.
Beh… non è che il posto dove sono stata sia completamente fuori dal tempo: in estate prende “vita” e certo è più movimentato (ma sempre frequentato da gente che non ama il chiasso e la confusione dei posti di vacanza classici), ma ora è di una tranquillità quasi impressionante.
Tutto sommato sono stati giorni belli, se non altro interessanti da molti punti di vista… Adoro visitare e curiosare tra le rovine di antiche città, adoro anche stare in silenzio a godermi il profumo del mare e della vegetazione selvatica della costa, amo parlare con le persone anziane che ricordano un passato che pur essendo relativamente recente sembra perdersi nella notte dei tempi…
Questa è stata la mia vacanza e, come ho detto, se da una parte stare lì mi stressa per mancanza di stress, dall’altra non sarei tornata alla mia vita di sempre. Ma come sempre le cose finiscono, e anche questa è passata.  Eccomi di nuovo qui.. con qualche ricordo in più, un po’ di abbronzatura che presto svanirà, e la stanchezza del dopo vacanze….

Life as we know

Vita reale… la nostra vita di ogni giorno, fatta di piccole e grandi cose, fatta di attimi, di respiri…
La vita reale è ben lontana dalle immagini che ci vengono continuamente proposte da film, pubblicità e canzoni, tuttavia per ognuno di noi è altrettanto straordinaria proprio perché è la nostra: unica e irripetibile, a volte fantasticamente felice e a volte terribilmente buia, ma è la nostra vita!
Piccoli momenti, gocce nel mare della vita, granelli di sabbia nella clessidra del tempo che continua a fluire… in fondo la nostra vita è fatta di istanti che si inseguono e tessono la nostra personalissima storia, una storia che non finirà sui libri e che in pochi conosceranno, ma non per questo meno importante.
Attimi dicevamo, momenti diversi incatenati assieme, momenti di gioia e momenti tristi, noia, divertimento, successi e fallimenti, un miscuglio di mille sapori, di mille fragranze, in una combinazione assolutamente unica per ognuno di noi. E’ proprio questo suo essere unica e speciale per ognuno di noi che rende la vita un dono splendido che vale sempre e comunque la pena di gustare fino in fondo, attimo per attimo.
Se guardo indietro e faccio un piccolo bilancio di ciò che è stata la mia vita fino ad ora forse, anzi senz’altro, la bilancia pende dalla parte dei momenti difficili, ma nonostante questo posso dire di essere sostanzialmente felice, felice anche delle difficoltà in qualche modo superate, felice di aver combattuto e superato le crisi, felice di essere andata avanti contro ogni pessimistica previsione, felice di essere arrivata fin qui!…
Felice e testardamente determinata ad andare fino in fondo, accettare le sfide che giungeranno, forse combattere ancora, vincere e persino perdere per imparare ancora, inguaribilmente curiosa e affamata di questa vita.
Posso dire in tutta onestà di aver imparato molto di più dalle mie sconfitte che dai miei successi. Le sconfitte mi hanno insegnato molto su di me e sugli altri, mi hanno permesso di conoscere i miei limiti di quel momento e mi hanno insegnato ad andare oltre, mi hanno fatto crescere. E poi, proprio nelle sconfitte, nei momenti bui, ho avuto il privilegio e la gioia di scoprire intorno a me gli amici veri, ho avuto l’opportunità di assaporare la dolcezza del conforto e del sostegno di coloro che davvero mi hanno voluto bene.
I momenti bui mi hanno permesso di riconoscere le persone vere e di distinguerle dai vari bambocci che si vogliono spacciare per tali, perché solo le persone vere sono quelle che ti restano accanto anche nelle tempeste.
E poi gli amici, i veri amici, quelli che sono con te quando il resto del mondo si dimentica che tu esisti perché non sei un vincente, gli amici sono il vero tesoro che ho scoperto nei giorni tristi. Gli amici veri sono con te non solo quando il sole splende, ma soprattutto quando arrivano le nuvole nel tuo cielo e le giornate sono pesanti e scure. Forse non sempre gli amici saranno in grado di riportare il sole nella tua vita, ma non si stancheranno mai di sostenerti fino a che le nuvole saranno passate.
Qualcuno, certo più saggio di me, scrisse “ l’amicizia è una sola anima che vive divisa in due corpi”… quanto è vero! L’amico è qualcuno che per qualche misterioso ed inspiegabile motivo riesce ad accettarti esattamente così come sei e anche quando non condivide appieno le tue prospettive continua ad amarti per ciò che sei, senza giudicarti, senza forzarti, senza tentare di cambiarti, ma offrendoti magari silenziosamente il suo affetto, la sua fiducia, il suo sostegno e la sua comprensione. Gli amici sono la parte migliore della nostra vita.
Gioie e dolori, felicità e tristezza, questa è la nostra vita in un continuo turbinio di esperienze e sensazioni. Attimi preziosi, giorni di sole e di pioggia, dolcezze infinite e talvolta abissi di amarezza… momenti… istanti preziosi…
That’s life! That’s life as we know! Our wonderfull, unique, fabulous life…

Eccomi qui

Eccomi qui… davanti a un foglio bianco, con la stessa ansia che coglie quando si è a scuola e ci assegnano un tema libero… Cosa scriverò? Come riempirò questo bianco? E proprio come succedeva una volta a scuola i pensieri si affollano disordinati, si accalcano senza ordine, quasi inafferrabili scivolano via rincorrendosi in un girotondo senza fine…
Sorrido fra me e, proprio come ai tempi della scuola cerco nel groviglio di pensieri il bandolo della matassa, so che se riesco ad afferrare il capo del filo riuscirò a tirare fuori qualcosa.
Troppe cose da dire.. o forse nessuna… davvero non so, ma non posso far a meno di notare quanto il troppo e il nulla si rassomiglino nel loro effetto: entrambi ci paralizzano, ci lasciano spiazzati.
In ogni caso ora sono qui e visto che ho deciso di esserci da qualche parte dovrò pure cominciare…
Come ormai appare chiaro ho superato l’età della scuola, e anche quella dell’università, ma quanti anni ho è davvero poco importante, e non per civetteria femminile (cosa di cui mio malgrado sono totalmente sprovvista) ma solo perché sono fermamente convinta che il cuore e i pensieri non hanno età. Le età anagrafiche servono solo a incasellare le persone, in un certo modo a catalogarle, schematizzarle, e io non amo essere classificata ne’ incasellata. Sono ciò che sono, con le mie piccole e grandi contraddizioni, con la mia saggezza e la mia stupidità, con la mia maturità e qualche infantilismo.
Sono ciò che sono e non me ne vergogno; forse non sempre mi piaccio, e ancor più di rado piaccio alle persone “mature”, ma sono io! Sono un miscuglio imprevedibile di gioia e malinconia, sogni e realtà, in un continuo rivolgimento, che cerca di vivere essendo se stessa nonostante tutto, e sempre nel rispetto di chi mi sta intorno.
Sono ciò che sono e non sono perfetta, ne’ pretendo di esserlo, e poi in fondo la perfezione è decisamente noiosa, e io voglio essere tutto tranne che noiosa!
Ma perché imbarcarmi in un blog? Wow… bella domanda! Me la sono posta anche io e non ho trovato una risposta… Forse per raccontarmi, gettando un po’ alla cieca i miei pensieri qua e là, o forse è solo la voglia di scrivere e di comunicare che mi ha spinto in questa piccola follia… In ogni caso, qualunque sia stato il movente, eccomi qui!
E, in fondo, le motivazioni non sono così importanti e probabilmente verranno fuori da sole, l’unica cosa certa è che ora sono qui, piena di dubbi e incertezze, ma sono qui!