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All’improvviso…

Le cose cambiano all’improvviso… svaniscono senza nemmeno darti il tempo di allungare una mano per tentare di afferrarle e trattenerle, scivolano via nel silenzio assordante del nulla che ti stordisce e ti lascia attonito spettatore di te stesso…

D’improvviso ti ritrovi nel vuoto incolore e i sogni sono svaniti… sparisce il coraggio anche di provare a sperare ancora…

Le ore scorrono via veloci, i pensieri si inseguono e ti annodano parole in fondo alla gola, parole che non dirai mai più, parole inutili, parole che sanno solo farti mancare il respiro ma che nessuno sentirà mai.  E avresti voglia di urlare per sentire che sei ancora vivo, ma non lo farai…

La sola cosa che resta è la certezza del grigio che si insinua a sostituire il colore nelle tue giornate.

E, d’improvviso,  ti ritrovi a non desiderare un altro giorno…

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La vita

La vita ha 4 sensi: Amare, Soffrire, Lottare e Vincere. Chi ama soffre, chi soffre lotta, chi lotta vince. Ama molto, soffri poco, lotta tanto, vinci sempre. La vita è una strada di sassi, sassi contro cui si inciampa si cade, ci si ferisce. Sassi contro cui bisogna proteggersi con scarpe di ferro. Ma neanche questo basta, perché mentre proteggi i piedi c’è sempre qualcuno che raccoglie una pietra per tirartela in testa.

(O. Fallaci)

Quando ho cominciato


Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono reso conto che la sofferenza e il dolore emozionali
sono solo un avvertimento che mi dice di non vivere contro la mia
verità.
Oggi so che questo si chiama
AUTENTICITÀ
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito
com’è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno i miei desideri,
pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta,
anche se quella persona ero io.
Oggi so che questo si chiama
RISPETTO PER SE STESSI.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso
di desiderare un’altra vita e mi sono accorto che tutto ciò che mi
circonda
é un invito a crescere.
Oggi so che questo si chiama
MATURITÀ.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito di trovarmi sempre
ed in ogni occasione al posto giusto nel momento giusto e che tutto
quello
che succede va bene.
Da allora ho potuto stare tranquillo.
Oggi so che questo si chiama
RISPETTO PER SE STESSI.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di privarmi del mio tempo libero
e di concepire progetti grandiosi per il futuro.
Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento,
ciò che amo e che mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi.
Oggi so che questo si chiama
SINCERITÀ.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono liberato di tutto ciò
che non mi faceva del bene: cibi, persone, cose, situazioni e da tutto
ciò
che mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso,
all’inizio lo chiamavo “sano egoismo”, ma oggi so che questo è
AMORE DI SÈ
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
ho smesso di voler avere sempre ragione.
E cosi ho commesso meno errori.
Oggi mi sono reso conto che questo si chiama
SEMPLICITÀ.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono rifiutato di vivere nel passato
e di preoccuparmi del mio futuro.
Ora vivo di piu nel momento presente, in cui TUTTO ha un luogo.
E’ la mia condizione di vita quotidiana e la chiamo
PERFEZIONE.
Quando ho cominciato ad amarmi davvero,
mi sono reso conto che il mio pensiero può
rendermi miserabile e malato.
Ma quando ho chiamato a raccolta le energie del mio cuore,
l’intelletto è diventato un compagno importante.
Oggi a questa unione do il nome di
SAGGEZZA DEL CUORE.
Non dobbiamo continuare a temere i contrasti,
i conflitti e i problemi con noi stessi e con gli altri
perché perfino le stelle, a volte, si scontrarno fra loro dando origine
a nuovi mondi.
Oggi so che QUESTO È LA VITA!

(Charlie Chaplin)

Solo chi…

…Solo chi ti vuole bene veramente comprende tre cose di te: Il dolore dietro il tuo sorriso, l’amore dietro la tua rabbia, le ragioni dietro il tuo silenzio!…

Viaggiatori

Viaggiatori dell’Essere che navigano nell’oceano della vita, a volte smarriamo la rotta ed altre volte ci abbandoniamo alla corrente e al vento lasciandoci trasportare verso terre sconosciute. Come esploratori alla ricerca dell’Isola che Non C’è, anime di bambini racchiuse in corpi adulti, polvere di fata nelle tasche e voglia di volare nell’anima; ma prima bisogna trovare il pensiero felice per realizzare la magia…

E in questo viaggio infinito scopriamo nuove luci, nuove terre, nuovi sapori, e sogniamo nuovi sogni, annusiamo profumi nuovi, cogliamo fiori mai visti, ascoltiamo fiabe mai narrate, ed alzando gli occhi al cielo scopriamo nuove stelle… Talvolta incrociamo la via di altri viaggiatori e per un poco la nostra navigazione procede affiancata mentre ci scambiamo i ricordi di viaggio. Attimi eterni in cui vediamo l’oceano con gli occhi dell’altro, e la sua esperienza diventa anche un po’ nostra, istanti in cui comprendiamo che conoscere l’altro è l’unica via per conoscere noi stessi. Non c’è spazio per i fasulli in questo oceano: la vita stessa li inghiotte come un mare in tempesta, e di loro non resta traccia. Frammenti di sogni ci si attaccano alla pelle, come il salmastro di questo mare, lasciando piccole rughe che, come un diario di bordo, registrano la storia della nostra navigazione, mentre il tempo continua pigro a scorrere via, inafferrabile come la meta che non conosciamo. E navighiamo nelle tempeste tenendoci stretti al timone, maledicendo il cielo e il mare, insultando il vento che ci toglie la voce, piangendo accecati dalla pioggia, e pregando per un raggio di sole. E nelle bonacce ci stendiamo pigri al sole e ci lasciamo cullare dal dondolio tranquillo delle onde. Nelle sere solitarie sorseggiamo rhum sotto le stelle e cantiamo alla luna sperando che almeno lei ascolti la nostra voce… E il viaggio continua, strappandoci sorrisi e lacrime, lasciando brandelli di anima su scogliere taglienti di isole deserte… Il viaggio continua e ancora mille e mille volte mi perderò in quest’oceano, e mille e mille volte sfiderò la corrente e urlerò al vento la gioia e la voglia di esserci ancora…

Un’altra notte

Ennesima lunga notte in cui grovigli di parole si affollano sulla punta delle dita per poter prendere forma su questo foglio virtuale. Curioso come sia proprio la notte il momento in cui l’esigenza di scrivere diventa pressante, e quasi ogni notte riempio fogli su fogli con sequele infinite di piccole deliri privati, schegge impazzite di pensieri che si coagulano in frasi disordinate e parole che mi trascinano nel loro scorrere. Parole che catturano i miei pensieri, o pensieri che imbrigliano le parole e le mettono al proprio servizio? Non lo so, e poco importa poichè io resto spettatrice del loro fluire, spettatrice e poco più che strumento del loro liberarsi in notti come queste… mi piace osservare le mie dita che scorrono veloci sui tasti a dare corpo a pensieri ed emozioni, mi piace lasciarmi travolgere da questa corrente, inerme abbandonarmi alla magia che solo le parole possiedono, abbandonarmi e lasciarmi cullare dalla melodia dello scrivere. Non ci sono censure, ogni cosa è lecita, ed ogni cosa ha una sua intrinseca logica, una logica che forse sfugge ai più e talvolta sfugge persino a me, ma so che in notti come queste non sono io a condurre questo gioco ma sono proprio le parole stesse a tracciare le linee del mio viaggio e a stabilirne le regole… E la regola principale è proprio: nessuna regola! Qui son solo io, non devo essere nulla, non devo essere buona, non devo essere saggia, non devo essere brillante… Le mie parole sono dolci come il miele o taglienti come il vetro, ma non ne sono responsabile. Rido e piango, mi dispero o mi diverto infinitamente, tutto e il suo contrario: gocce di un’anarchia totalmente libera che colora questi istanti. Probabile pazzia la mia, ma una pazzia che ogni piccolo becero travet delle regole, schiavo inutile del “chi lo dice”, vorrebbe possedere… Ma come si sa, nulla è più pericoloso di grandi idee in piccole menti, e quindi molto più sicuro lasciare le piccole menti a baloccarsi nei piccoli labirinti delle regole del presunto buon senso, meglio lasciarle far finta di sorridere della mia pazzia per nascondere la disperata consapevolezza della propria mediocrità… E nella mia pazzia io sono nulla e meno di nulla, e nello stesso tempo sono tutto e ben oltre. Volo in equilibrio sulle parole, volo lontana dalle ipocrisie in cui le parole servono solo a costruire facciate grottesche di piccoli burattini inutili schiavi di se stessi, semplicemente volo…

Per gli amici veri

Parole e immagini per i miei amici più cari… Perchè come dice questo brano: “Io lo so che non sono solo anche quando solo…”

Grazie di esserci! Grazie di cuore!

Ordinaria follia


Storie di ordinaria follia, di violenza e rabbia, di amore e botte… Istantanee di vite dilaniate  da una furia tutta maschile che conosce solo la prepotenza come mezzo di affermazione e aborre ogni rispetto per l’altro. Storie in cui, nella stragrande maggioranza dei casi le vittime conoscono bene il loro carnefice e spesso questo carnefice vive sotto il loro stesso tetto.
E se i lividi sono ben visibili e fanno male al corpo, è il dolore dell’anima che produce le ferite più pesanti e profonde, e sono ferite invisibili che alimentano una cancrena che silenziosamente corrode la vita di coloro che ne sono vittime. Il silenzio circonda la maggior parte degli abusi violenti, silenzio che affonda le proprie radici in errati sensi di colpa e nella progressiva perdita del senso del proprio valore personale. Perché la violenza diventa una vergogna da tacere, una macchia da nascondere, un tabù inconfessabile.

Basta leggere qualche dato per renderci conto di quanto sia diffusa la violenza contro le donne (e ricordiamo che questi dati si riferiscono solo alle violenze venute alla luce): ogni anno nel mondo sono circa 200.000.000 le donne che muoiono a causa di una violenza subita. Solo nel nostro Paese, nel 2006 si sono registrati 150.000 nuovi casi di violenza, e sempre l’anno scorso le cifre censite assumono proporzioni spaventose: 6.734.000 sono le donne che sono state vittime di una violenza, 7.000.000 quelle che hanno subìto violenza psicologica, e 1.500.000 hanno subìto violenza sessuale prima dei 16 anni. Per restare nella nostra cara Italia i dati dei primi 6 mesi del 2007 non sono certo confortanti: 62  le donne uccise, 141 vittime di tentati omicidi e ben 1805 vittime di stupro…
Nel mondo le donne che ogni anno perdono la vita a causa della violenza superano le vittime del cancro, delle guerre e degli incidenti stradali. E’ impressionante pensare che la principale causa di morte delle donne fra i 14 e 44 anni è la violenza subita da un uomo. La maggior parte di queste violenze arrivano dal partner (come nel 69,7% degli stupri) o comunque da uomini dell’ambito familiare. Ma la cifra che secondo me fa ancora più paura si riferisce alle violenze taciute: si calcola che oltre il 94% non venga mai denunciata!! Solo il 18,2% delle donne considera la violenza subita in famiglia un “reato”, mentre il 44% lo giudica semplicemente “qualcosa di sbagliato” e il 36% lo liquida come “qualcosa che è accaduto”.
Cifre sintomatiche di una pseudo-cultura che storicamente e socialmente accetta la violenza sulle donne, e che ha prodotto nelle stesse donne la mancanza di consapevolezza che quello che subiscono sia completamente sbagliato. Manca inoltre nell’opinione pubblica e nelle stesse istituzioni il desiderio di smetterla di trattare i crimini sulle donne come semplici fatti di cronaca. Dovremmo fare un passo avanti verso una cultura che sconfigga ogni forma di patriarcato e maschilismo prevaricatore, una cultura dove la convivenza sia basata sul semplice rispetto reciproco. Sono personalmente convinta che nessuna legge può cambiare mai “d’ufficio” la becera mentalità di prevaricazione che ancora si annida in troppe teste maschili. La vera battaglia è di tipo culturale e si deve svolgere prima di tutto nella vita di ogni giorno e nelle relazioni di ogni giorno, e non certo scambiando il ruolo di vittima con quello del carnefice. Fino a quando troveremo tollerabili e giustificate alcune forme striscianti di violenza maschilista questa battaglia sarà persa e continueremo a leggere notizie raccapriccianti sulle prime pagine dei giornali che hanno come involontarie e innocenti protagoniste e vittime donne, la cui sola colpa è stata solo quella di essere donne.
Non si apre un tempo per una “guerra santa” contro gli uomini, sarebbe assolutamente idiota pensare di combattere la violenza con la violenza, ma si apre un tempo in cui ogni essere umano (indipendente dal suo sesso) rifletta seriamente su cosa significa il rispetto per l’altro.

Frammenti

Resto in silenzio a guardarti… è tutto così strano qui: intorno c’è chiasso gente che va e che viene, mi urtano, qualcuno mi spinge, ma io sono come anestetizzata. 

Sei qui davanti a me, eppure non ci sei… sei bello, e quel poco sangue che ti sporca il viso non riesce a togliere nulla alla tua bellezza. Allungo la mano e con la punta delle dita asciugo quella piccola goccia rossa che ti brilla vicino all’orecchio. Sfioro il tuo viso e a quel tocco il mondo scompare: d’improvviso siamo solo tu ed io, proprio come quel giorno quando ci siamo conosciuti.

E siamo soli, io e te, e sento ancora la tua mani stringere la mia “Piacere di conoscerti…”, la tua voce, il sorriso che ti illumina lo sguardo, e quello strano brivido dentro con la subitanea consapevolezza di essersi ritrovati dopo un infinito viaggio…Io e te: mani strette incapaci di sciogliersi, occhi negli occhi ad osservarci l’anima, ed il resto del mondo diventato niente di più che uno sfondo colorato.

La mia anima riesce a sorridere anche ora ripensando a quel giorno e i miei occhi cercano i tuoi, ma una mano “pietosa” li ha chiusi e a me non resta che fissare ancora il tuo viso così bello anche in questo momento. 

Nella memoria il tuo sguardo sarà sempre con me a sorridermi e ad accompagnarmi nei giorni solitari che verranno… perchè questo mondo senza di te sarà un deserto in cui dovrò vagare da sola… Non posso pensare, anche se lo sto facendo, o forse questo non è pensare: sto galleggiando in uno spazio fatto di vuoto dove tutti i sogni sono svaniti e tutto sembra cristallizzato in questo silenzio che mi avvolge. Solo tu sei reale in questo mondo dove non esiste più nulla, soltanto tu sei vero e dolorosamente vivo dentro di me. Già, sei molto più reale tu anche se non ci sei, più reale di tutte queste persone che si agitano senza senso intorno a me.

Siamo soli, io e te.., e fa male pensare a me e a te come qualcosa di separato, come due entità diverse e distinte… è curioso, ma oggi siamo tornati ad essere “io e te”, il NOI è stato infranto da una mano crudele che ci ha voluto separare. Io e te… ma io che senso ho senza di te? Io sono ancora io senza di te?…

Sollevo appena il lenzuolo e cerco la tua mano, quella mano che stringeva la mia così spesso: bastava che le nostre mani si sfiorassero e ogni tuo pensiero era il mio, e ogni mio pensiero era il tuo, ed anche nella notte più fonda bastava sfiorare quella mano per sapere chi eravamo. Ma ora la tua mano resta inerte nella mia e comincio a sentire il gelo scendere sui miei pensieri mentre il vuoto mi strappa via il cuore…

Cuore inutile il mio ora, perchè dovrebbe continuare a battere? “Portami con te, ti prego…” sussurro dentro la mente e vorrei poter urlare e piangere e far smettere di battere questo cuore inutile. Invece stringo ancora la tua mano e resto immobile e muta davanti alla disperazione che mi assale con la certezza orrenda che sopravvivrò, inutilmente continuerò a vivere.

Cerco la tua voce dentro di me ed ecco che sei ancora qui con me “Voglio vederti sorridere… nessuno sa sorridere come te…” Sì tornerò a sorridere, ma non chiedermi di farlo oggi, ti prego… e invece sento il viso che si distende in un ultimo sorriso per te; più forte di me e più forte persino del dolore questo non saperti dire di no… Mi stupisco di me, e continuo ad ascoltare la tua voce in me, la tua voce nei miei ricordi che sembrano aver preso il posto di questa oscena realtà…

Forse sto impazzendo, e forse non sarà nemmeno così male perdere la ragione… ma il terrore che con la ragione potrei perdere anche il ricordo di te mi frena dall’abbandonarmi alla pazzia del dolore che come un’onda di marea mi sta per travolgere. Stringo forte la tua mano e d’improvviso mi colpisce come un ceffone in pieno viso la consapevolezza che tu non sei più in questa mano che stringo. Il piccolo seme della disperazione si spacca e comincia a germogliare dentro di me avviluppandomi l’anima. Intorno c’è solo silenzio ora, posso sentire che ci sono tante persone ma nessuna di loro parla. Il mio dolore ha invaso la stanza cupo come una nuvola scura, gelido come la più gelida notte senza luna ne’ stelle… Sono sospesa… quello che sento è così straziante da non permettermi neppure di piangere, da non permettermi neppure di mostrare un piccolo segno di quella tempesta che mi sta schiantando dentro. Resto immobile, la tua mano nella mia, sospesa in questo silenzio irreale dove le parole sono impossibili da pronunciare, le parole, le nostre parole sono troppo preziose per lasciarle colare via in questo mare di dolore.

Una donna grida, ed in qualche angolo lontano della mia coscienza riconosco la voce di tua madre. Grida ed urla, ma non il suo dolore, ma solo crudeltà verso di me… Ecco… non è qui per te, e non è qui neppure per me, è qui solo per se stessa, per non perdere quest’ultima occasione di mostrare al mondo quanto fosse contraria a noi due, o forse solo un modo di esibirsi ancora una volta in una delle sue teatrali sceneggiate… Vorrei girarmi ed esprimerle tutto il mio compatimento per questo nuovo spettacolo indegno, vorrei dirle molte cose, vorrei dirle che se tu sei qui ora è proprio perchè stavi andando da lei per riannodare quello che lei aveva voluto spezzare… vorrei dire tante cose… e invece resto muta. Non vale la pena sprecare questi ultimi istanti con te per parlare con chicchessia. Già, gli ultimi istanti perchè so che da questo momento non ti vedrò più…

Due braccia forti mi stringono: è tuo fratello che mi sussurra di seguirlo. Tua madre continua a strillare cose prive di senso e un poliziotto la tiene in disparte. Lascio la tua mano e per l’ultima volta guardo il tuo viso imprimendone nella memoria ogni piccolo particolare. Tuo fratello mi prende sotto braccio e io lo seguo docile senza abbassare lo sguardo davanti a tua madre che finalmente pare ammutolita. Fuori c’è il sole e il suo calore pare insopportabile sulla mia pelle che ora è gelata. E’ ancora estate qui ma nel mio cuore è iniziato un inverno infinito. In silenzio mi incammino e non so bene che strade percorro ma mi ritrovo a camminare sulla spiaggia. Guardo l’orologio: a quest’ora saremmo dovuti essere qui io e te, questo era il nostro programma per oggi…

Cammino su questa spiaggia infinita, e siamo di nuovo io e te… la tua mano nella mia… ogni ricordo è così vivo che mi sembra impossibile che sia solo un’immagine nella mia mente. Mi perdo in questo mare di giorni felici e il tempo non esiste più: tu sei qui con me! E’ già notte ed io sto ancora camminando senza sapere bene dove andare…

Sono di nuovo a casa, la nostra casa, questa stanza che nessuno avrebbe mai pensato di poter chiamare casa ma che noi avevamo fatto diventare il nostro castello… Qui ogni cosa parla di noi, ogni oggetto e persino ogni ombra è intrisa di noi: di me e di te… Non posso sopportare la vista di questo posto senza di te e spengo la luce. Resto immobile per non so quanto tempo al centro della stanza, poi lentamente le gambe cedono e mi accuccio in terra. Non sento nulla, ne’ caldo ne’ freddo… Il cuore che continua a battere e mi rimbomba nelle orecchie… non voglio sentirlo! Non voglio sentire questa vita che continua a fluire in me senza più scopo. “Portami con te… ti prego…” solo queste parole si ripetono ossessive nella mia mente. Si può restare vivi a metà? La mia parte migliore è andata via senza di me ed io non voglio restare qui. Eppure la vita ostinatamente continua ad aggrapparsi a me, anche se io non la vorrei. Sopravvivrò… questa è l’unica orribile certezza che in questo momento mi ferisce come un pugnale. Torno con i ricordi a quel giorno in quel giardino dove mi avevi preso le mani e guardandomi negli occhi, con voce appena tremante avevi parlato di NOI per la prima volta “Tu sei me… sei parte di me, ed io sono te… non ha logica lo so, ma so che è così” Già, non c’è logica nell’incontrarsi e sapere per certo che ci si appartiene da sempre… non c’è logica, è pura magia, un ‘incantesimo che in un solo istante stravolge tutta la tua vita, le tue prospettive, le tue certezze… ma pur sempre magia, una magia meravigliosa ed inspiegabile che si impossessa di te, e non si può spiegare in nessun modo, non esistono le parole… e credi che la magia sia per sempre… Invece sono qui…

E’ giorno, e non so da quanto, anche se non ho dormito non so da quanto il sole sia entrato in questa stanza. Lo sguardo scivola piano sulla mia immagine riflessa in uno specchio: guardo senza emozioni la sconosciuta che mi fissa dal vetro e ne studio i tratti stanchi e il viso pallido, quasi fosse la prima volta che vedo la mia immagine. Decisamente troppo magra e troppo pallida… e mi risuonano in testa le tue parole “Non sei troppo magra… sembri una fatina uscita da una fiaba…” ridevi quando lo dicevi e io fingevo di indignarmi e ti facevo una smorfia per ridere insieme a te. Ricordi… troppi ricordi… finiranno per soffocarmi… finirò per naufragare in questo oceano infinito di emozioni e di immagini… Ogni istante di questi ultimi mesi mi scorre davanti ed io semplicemente mi perdo e mi lascio accarezzare l’anima dalla tua presenza.

Di nuovo è notte, non ho mangiato ne’ bevuto e non ne sento necessità… non m’importa del tempo che passa, il tempo non ha più significato: l’oggi non esiste, e il domani mi si è negato, solo il passato è presente in questa stanza: immobile, cristallizzato nelle immagini di Noi, in quel ritrovarti in me inestricabilmente legato alla mia anima ancora stretto a me a sussurrarmi parole che non so pronunciare…

Nella luce livida di un altro giorno che comincia lo sguardo va a posarsi sulle mie mani… le mie dita sono ancora macchiate del tuo sangue. Le porto al viso e penso assurdamente che questo è tutto quello che mi resta di te: non laverò più le mani, è il pensiero che per un istante mi attraversa la mente… e poi ecco che mi sembra di sentire la tua voce “Sì, le laverai, e continuerai a vivere… non ti ho lasciato, ma tu devi lasciarmi andare… sai che ci ritroveremo… sorridi ancora per me…” so che queste sarebbero le tue parole se tu potessi ancora parlarmi… lo so perchè tu sei in me…

Mi scuoto e provo ad alzarmi. Sono quasi stupita che le gambe ancora mi reggano e muovo qualche passo per la stanza. So che lasciarti andare è l’unica cosa giusta da fare; mi avvicino al lavandino ed apro l’acqua ma non ho il coraggio di mettere le mani sotto il getto. Mi guardo allo specchio e quello che vedo non è certo la fatina che tu amavi: la pelle è grigia, gli occhi cerchiati, le labbra screpolate… “Fai la cosa giusta…” annuisco silenziosa e metto lentamente le mani sotto il getto d’acqua tiepida osservando il sangue che piano si scioglie e scorre via… Sì, è la cosa giusta, l’unica cosa giusta. Mi spoglio e mi infilo sotto la doccia: tu sei dentro di me e io continuerò a vivere perchè non farlo sarebbe farti morire due volte, andrò avanti raccogliendo i frammenti di tutti i momenti che la vita ci ha regalato, andrò avanti e tornerò a sorridere un giorno…

(Credo sia doveroso dire che questi sono stralci di un vechio diario che non avevo più avuto il coraggio di rileggere. Solo di recente l’ho ritrovato e ho rivissuto quei giorni riuscendo a liberarmi di quel dolore… )

Amore e dintorni

Universo complicato quello dell’amore, un universo oltre la logica, oltre la razionalità, oltre ogni cosa.
Amore: una follia dell’anima più che della mente, che travolge i pensieri e ci disarma… Affinità, legame, appartenenza, una miscela di emozioni e sentimenti che si fondono ad unire due persone.
Ma cosa ti fa innamorare di una persona? Ci si innamora della sua speciale unicità, di quell’unicità che si svela solo per te, di quei particolari che agli altri non è dato di cogliere, di quelle sfaccettature che sono rivelate solo a te. Ed allora ami… ami le piccole cose che ogni giorno scopri di lei, ami anche ciò che è rimasto nascosto nell’ombra e che a te, e solo a te, si palesa di momento in momento, ami la fiducia con cui ti permette di portare un po’ di luce negli angoli bui della sua vita. E l’amore ti fa aprire le porte, ti fa cedere le difese, ti permette di presentarti nudo ed inerme ma senza timori, con la forza un po’ spavalda di un eroe mitologico e la sua stessa folle consapevolezza di essere invincibile ed immortale. Non c’è timore nell’amore, non ci sono difese perché non c’è nulla da cui difendersi. Un nuovo mondo ti si svela nell’altro, ed in questo mondo ritrovi te stesso. Stupore, meraviglia, che tutto sia bello e sfiori la perfezione nell’intimità di un sentire che ti porta via. Ti accorgi di amare anche i difetti di quella persona, difetti che forse non sono propriamente tali ma che tu hai sempre giudicato così, ami le sue piccole manie, le sue contraddizioni, ami quel suo offrirsi spontaneo…
Ami la sua voce, ami i suoi capelli spettinati, ami persino il suo viso stanco ed ami il fatto che non abbia pudori ipocriti nel nascondersi a te quando non è perfetta. Ami gli istanti che ti regala condividendo i piccoli momenti con te, il suo togliersi le scarpe, il suo sbadigliare stanca e il suo cercare la tua spalla per appoggiarci il capo. Ami le sue piccole smorfie buffe, il suo riso, i suoi musi nelle giornate storte, ami il suo essere pasticciona, ami le sue paure, i suoi timori, ed ami le sue timidezze e le sue esplosioni di gioia, le sue follie, le sue stranezze, ed ami che abbia deciso di mostrarsi a te esattamene per ciò che è con tutti i suoi piccoli grandi difetti, con tutto quello che è, ed ami il fatto che ti abbia permesso di entrare nel suo piccolo mondo, un universo in cui desideri perderti… E ti stupisci nel desiderare di urlare al mondo intero la tua gioia e la tua felicità, e ti stupisce quel ritrovarla nei tuoi pensieri durante la giornata, scoprirti a desiderare la sua compagnia mentre ceni da solo, meravigliarti di quel sorriso che ti ritrovi stampato sul viso senza un apparente motivo logico…
Ed ancora ami il suo vestire ed il suo spogliarsi, ami vedere il tuo desiderio nel suo desiderio, ami sentire il suo respiro nel tuo respiro, e sai che anche i pensieri più profondi sono condivisi persino nel silenzio. Ami ogni piccolo contatto perché è pura emozione, perché ogni carezza è un dono, ogni respiro è pura poesia, ogni fremito è vita… semplicemente vita.
E tutto il tuo mondo si colora di tutti i colori della vita stessa, e il profumo del vivere ti invade i polmoni e la mente… e sai che non c’è follia che non sia più che giusta, perché l’amore è follia pura. Non c’è nulla di giusto o sbagliato, non c’è nessuna barriera, non ci sono limiti, non ci sono più i confini dell’IO: una strana magia fa sì che da due si diventi uno. Follia… pazzia a cui non rinunciare, una “malattia” dolcissima da non curare…
E ogni distanza è colmata, ogni differenza non esiste più, ci si alza in volo a naufragare fra le stelle, e nulla è più banale, nemmeno queste parole… L’amore fa diventare sciocchi solo agli occhi di chi non ama ma riesce a dare un senso a tutto il nostro piccolo mondo.
Che senso ha la vita senza amore?